Domanda n. 1
Quale é la prima cosa che hai pensato al termine della lettura di Rete e cultura COIRAG: valorizzare le differenze creando integrazione?
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I° Ho pensato che, nonostante lo schema fornito per le interviste fosse standard, lo stile dellintervista fosse poi legato allo stile dellintervistatore, o dellintervistato? II° Chiarezza del quadro fornito. |
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La varietà/ diversità delle storie delle OC: ruolo dei fondatori, utilizzo degli autori/ teorie di riferimento, prevalere di interessi nuovi/ rinnovati. - Limpossibilità di ricondurre tale varietà/ diversità ad uno unico modulo/ modello: psicoanalisi, gruppoanalisi, psicodramma, vertice istituzionale, psicosocioanalisi. - La necessità, invece, di fondare/ costruire un territorio integrante. |
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Ma è quello che cercavo! |
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1°- L a fatica nel rielaborare la propria appartenenza rispetto alle origini senza perdere in slancio vitale. La Scuola Coirag ha posto in essere un matrimonio che può sembrare di convenienza (anche da parte degli allievi). Rimane da recuperare un patrimonio = i tesori nascosti nel linguaggio della relazione con laltro. 2°- E da ritenere una cosa significativa laver creato un raccordo di collaborazione e amicizia. |
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Ho pensato che si é trattato di un lavoro molto complesso, con forti coinvolgimenti emotivi e potenti dinamiche istituzionali messe a nudo e sviscerate nel dettaglio. Ho sentito lutilità di un lavoro di conoscenza reciproca e di un ripensamento su di sé. |
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Progetto ammirevole non esente da difficoltà perché le differenze sono molte e complesse. |
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Di aver ricevuto indubbiamente un prezioso scrigno allinterno del quale brillano le voci- testimonianze che mi hanno consentito un buon excursus conoscitivo con le storie di altre consociate. |
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Ho pensato che la ricerca ha dato un contributo valido al tema, che ritengo centrale per lo sviluppo Coirag. E un contributo di tipo informativo. La discorsività delle interviste non consente veri paragoni fra le OC, ma dà notizie ufficiali istituzionalizzate, che consente di fare distinzione e analogie ( in una certa misura) fra le OC. |
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Che non sono fatto per asservire compiti politico-rappresentativi. |
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- La stesura del libretto riflette la situazione attuale: ogni OC è separata e collegata contemporaneamente alla Coirag.
- La Coirag coincide con la questione degli istituti di formazione.
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Man mano che procedevo nella lettura, pensavo sempre più spesso allimpegno di chi aveva progettato la ricerca, al lavoro che stava dietro quanto leggevo, allarticolazione degli obiettivi: mi domandavo come fosse nato, quali potessero essere stati (e siano) i contesti del Centro Studi e Ricerche Coirag che lhanno voluto e realizzato. Procedendo nella lettura, questi aspetti della ricerca mi incuriosivano sempre di più, così come aumentava la curiosità di conoscere il contenuto del questionario, che - in spirito di ricerca e per avvicinarmi più liberamente alle interviste - non avevo letto prima. Al termine della lettura, ho desiderato che il lavoro potesse procedere, perché alcune delle osservazioni incontrate sembrano muoversi in una direzione che chiamerei di laicizzazione della formazione alla psicoterapia, che direi necessaria e impegnativa da realizzare: il fatto che sia stata intrapresa questa indagine conoscitiva tra OC mi pare un passo volonteroso in tal senso. La lettura del questionario dà lidea di unintenzione di sondaggio piuttosto aperta da parte del gruppo promotore della ricerca, che prelude a un laborioso lavoro di analisi dei risultati, di loro interpretazione e comunicazione. |
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Ricchezza di pensieri e di esperienze. Patrimonio. Storie. Percorsi. Ricerca. |
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Che è una iniziativa molto intelligente quella da cui è scaturita Rete e cultura COIRAG e che il risultato è estremamente utile e interessante. |
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Che i punti di contatto sono più profondi di quanto pensassi prima di leggere la ricerca. Quante cose interessanti non sapevo sullorigine delle varie Associazioni! |
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Che modifica e arricchisce le conoscenze sulle varie OC. Peraltro, in modo discontinuo, vista levidente differenza di impegno posto in certe interviste dalla coppia intervistata - intervistatore (a titolo di esempio - negativo - si veda lintervista Ruvolo - Miglietta). |
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Che il compito di costruire una maggiore integrazione tra le diverse OC è stimolante ma anche difficile a causa delle diversità presenti e forse ancor più, a causa della scarsa conoscenza di queste stesse diversità.
Ho pensato inoltre che una strategia di integrazione che si fondi unicamente sulla ricerca di punti di convergenza/ contatto nella storia delle origini delle diverse OC sia insufficiente, forse fallimentari; ad essa sarebbe necessario affiancare un lavoro creativo e faticoso volto a costruire un nuovo senso di appartenenza che si fondi su progetti condivisibili dalle diverse OC, aperti ai nuovi scenari della ricerca e dellintervento psicologico-psicoterapeutico gruppale.
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Che nella Coirag sono confluite per motivi istituzionali molte OC con modelli teorici e clinici molto diversi tra di loro. In questi 10 anni si è sviluppato uno sforzo comune a molti di entrare in confronto, trovare punti di incontro e di divergenza, uscire dal proprio orticello per mettersi in contatto con altre realtà. |
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Non mi ero mai accorta che ci fossero così tante OC nella Coirag. Ogni OC, giustamente, nelle interviste cerca di evidenziare le proprie specificità. |
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Ho pensato che questa sia stata unimportante occasione per conoscere meglio storia e realtà attuale delle diverse OC. Personalmente ho ricavato nuove informazioni e mi sono nate nuove ulteriori curiosità e occasioni di riflessione. Ho pensato che tra le OC non ci siano numerosi e continuativi canali di comunicazione e che linsieme di queste interviste e dei dati informativi ad esse collegati possano essere un buon strumento per migliorare la rete di conoscenza reciproca in modo allargato (coinvolgendo un ampio numero di soci). |
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E evidente il lavoro di pensare in comune che ha caratterizzato molte delle esperienze descritte. E presente tuttavia anche una certa ridondanza espositiva con aspetti anche autoreferenziali che rende faticosa la lettura. Molto interessante la storia delle origini; meno chiara la direzione assunta in seguito e verso cui procedere. Forse loccasione dellintervista ha stimolato una ricognizione della nascita mentre risultano ancora poco comunicabili le linee operative e le direzioni di sviluppo. Quanto sopra può dipendere forse anche dal tentativo, attraverso la riconvocazione della storia individuale, di preservare la propria identità, mentre é ancora difficile cercare le cose in comune tra le OC, operazione che avverrebbe nellaffrontare il tema di che cosa si fa qui ed ora. |
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Non ero al corrente di molti passaggi storici delle singole consociate e mi ha stupito la complessità dei singoli percorsi, mi ha dato anche una maggiore chiarezza sulle singole persone che hanno contribuito alla costruzione della Coirag. |
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In fondo abbiamo una matrice comune sia affettiva che formativa. |
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Che le varie OC son un gruppo analitico. La interazione dei membri ha le stesse connessioni e problematiche dei membri ha le stesse connessioni e problematiche, le stesse empatie e antipatie che scaturiscono dalla complessità e specificità di ciascun membro. Stare insieme in maniera sinergica non è facile, come abbiamo più volte constatato. |
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Si è trattato di una lettura interessante. Il primo pensiero è stato il desiderio di conoscere meglio, direi personalmente, i volti e le persone che hanno costruito le OC. |
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Le storie delle varie associazioni sono interessanti legate a fondatori che sono persone di rilievo, la cui biografia segnala esperienze molto importanti spesso provengono dallestero. Spesso i fondatori hanno esperienze culturali vicine. |
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Ammirevole lintento, difficile la realizzazione, poiché il termine integrazione non é univoco. |
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Faticoso; complicato; molte le diversità quali le somiglianze? Al tempo stesso interessante, utile. |
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Finalmente ne so qualcosa in più in più rispetto alle poche notizie che circolano in Ariele.
Ho qualche elemento che mi consente di capire i termini della complessità delloperazione che sta avvenendo in COIRAG e riesco a dare un senso ad alcune scelte che hanno coinvolto la mia OC Ariele. Adesso la sensazione è di essere parte di un contesto molto ampio, complesso, ricchissimo di stimoli e di sfide conoscitive. Intuisco la forza, la potenzialità che una associazione come COIRAG può rappresentare nel panorama scientifico non solo nazionale. I problemi sono molti e cè molto lavoro da fare, le basi sono state gettate, basta continuare.
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Mi é sembrato che era più che altro uno slogan. Quello che vedo anche nelle organizzazioni che frequento é che questo processo possibile é un oggetto molto idealizzato ma anche molto poco indagato (più che indagato mi verrebbe da dire poco attraversato). |