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CENTRO STUDI E RICERCHE COIRAG

Direttore: Dott. Ermete Ronchi

 

 

  LIBRI E CONVEGNI REALIZZATI CON LA COLLABORAZIONE
DIRETTA DEL CENTRO STUDI E RICERCHE COIRAG
materiali online





C'E' INNOVAZIONE QUANDO CI SI FA CARICO
DI UN PROGETTO CONDIVISO CON ALTRI

di A. Burlini. F. Pezzoli, E. Ronchi, R. Visintini

 

Raccolta ed editing dei dati dei questionari di feedback
di lettura del testo (a cura di E. Ronchi)
Items del questionario/Risposte pervenute entro il 31-5-2001
(in ordine di arrivo)

Domanda n. 3:
Quali sono le differenze più evidenti che distinguono i processi di sviluppo della maggior parte delle OC?

1 Non sono riuscita a coglierle con chiarezza nell’esposizione del testo.
2 Il diverso grado di omogeneità/pluralità degli interessi professionali all’interno delle singole OC (anche diversi livelli di preoccupazione per la legittimazione professionale). - La capacità diversa di tenerli insieme. (A proposito: in alcuni racconti si percepisce un po’ di reticenza nel parlare delle vicende delle singole OC - scissioni? e della stessa Coirag (SGAI ecc...).
3 Quelle che sorgono dalla particolarità dei contesti storici e culturali in cui sono nate.
4 Ci sono differenze che sembrano corrispondere a specifiche caratteristiche territoriali e culturali: nord-centro-sud-est-ovest.
Ci sono processi di sviluppo che sembrano riguardare differenze generazionali non ben evidenziata (forse perché temute).
5 1. Numerosità del gruppo.
2. Sicurezza di sé versus rigidità.
3. Presenza di un leader forte ed accentratore versus leadership condivisa.
6 Le finalità: terapeutiche, di formazione, isituzionali, socioanalitiche, ecc...
7 Ciascuna consociata mi pare che in definitiva mantenga almeno qualcuna delle iniziali peculiarità sotto il profilo di una priorità di investimento e di una metodologia di approccio teotico clinico.
8 1. La formazione di base, freudiani, junghiani, kleiniani, foulkesiani, Napolitani, pensiero, psicodramma.
2. Le aree di interesse prioritario (clinico, istituz. formaz., ricerca)
3. Modello teorico - clinico.
4. Le dimensioni delle OC.
5. Il livello di radicamento nel tessuto professionale di appartenenza.
9 I percorsi formativi.
10 1. Il rapporto con la psicoanalisi.
2. La prevalenza o meno del sapere universitario al loro interno.
11 Tra le molte differenze, ascriverei la più evidente all’impatto che l’adesione alla Scuola Coirag ha avuto e ha su ciascuna consociata e, dunque, probabilmente, a differenze strutturali tra consociate: mi pare che l’adesione alla Scuola Coirag sia pesata piuttosto diversamente nell’evoluzione di ciascuna OC. Un’indagine sui fattori di differenza - alcuni dei quali, in questo lavoro, sono adombrati o intuibili e potrebbero forse costituire ulteriori ipotesi di ricerca - potrebbe essere interessante, nella prospettiva di contribuire a un’autoprogettazione consapevole dell’attuale Scuola Coirag.
12 Mi sembra si possano distinguere OC più o meno omogenee nel loro processo di sviluppo, in relazione alla loro nascita ad es. ASVEGRA sembra un gruppo omogeneo che si è trasformato nel tempo senza problemi particolari, mentre altre come APRAGI, APG, in modo diverso crescono nella continua confrontazione fra le diverse anime presenti.
13 Maggiore o minore conflittualità dei soci nei confronti di quelle modificazioni che sono legate ai processi di sviluppo.
14 Alcune danno la sensazione di minuscoli gruppi coesi, altre di ramificazioni estese. Alcune si sviluppano guardandosi dentro, altre allargandosi al mondo.
15 1. OC molto legate a un’ortodossia.
2. OC più “libere”, attente a dimensioni sociali e istituzionali.
16 Una differenza significativa mi sembra sia rappresentata dal grado maggiore o minore, con cui ciascuna OC ha investito e investe nella Coirag e nella Scuola Coirag che, a sua volta, esprime forse il grado in cui ogni OC si sente riconosciuta da Coirag e riesce a “negoziare” la propria appartenenza in vista di una progettualità e finalità condivisa.
17 =
18 1. I background culturali.
2. L’obiettivo fondante il gruppo iniziale.
19 1. I differenti rapporti e legami con istituzioni forti come ad esempio l’università e il servizio sanitario nazionale.
2. Il “viraggio” rispetto a posizioni teoriche di partenza in alcune, fedeltà coltivata e mantenuta nel tempo alle matrici fondanti in altre.
3. Diversa visibilità sociale e diverso potere.
4. Diverso impegno nella produzione editoriale.
5. Diverso grado di conflittualità interna.
20 Quelle legate al bisogno dei padri fondatori di identificare alla base della creazione della OC una precisa e specifica teorizzazione.
21 Le differenze consistono proprio nel mantenimento delle singole identità locali.
22 Non mi sembra che ci siano grande differenze anzi mi sembra di cogliere un percorso piuttosto omogeneo.
23 Se togliamo Ariele in relazione al rapporto con le istituzioni non ce ne sono di particolare evidenza.
24 Sembra che le differenze più marcate siano legate al contesto originale (pubblico, privato ...;) che poi ha determinato evoluzioni e percorsi in certi punti molto differenti, ma forse proprio per questo molto interessanti. Ritengo sia una “varietà” da salvaguardare, integrando e non omologando.
25 L’attività didattica istituzionalizzata consente basi più ampie a maggior sviluppo delle associazioni.
26 L’interesse per la ricerca. L’interesse per le dinamiche del profondo.
27 Le modalità fondative, che per molte di queste associazioni sembrano aver segnato i grossi problemi nella trasformazione e nel passaggio generazionale.
28 1. Mi sembra che le diverse evoluzioni delle OC siano legate a vari fattori:
2. alle origini al modo in cui sono state fondate, intorno ad un pensiero di un leader carismatico, o fra diversi leader, nel primo caso presentano una maggiore omogeneità interna
3. al contesto di riferimento, dalle relazioni con istituzioni diverse, Università, strutture socio-sanitarie, organizzazioni aziendali, ecc.
4. alle relazioni tenute con altri pensieri, approcci
5. e scelte istituzionali/organizzative in relazione alla distribuzione sul territorio.
29 1. Processi di sviluppo che partono dalla psicoanalisi, processi di incontro successivo e di convergenze con le psicoanalisi e
2. Privilegiamento progressivo dell’attività terapeutica piuttosto che dell’attività formativa.
3. Passaggio del leader carismatico ad una leadership diffusa.