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CENTRO STUDI E RICERCHE COIRAG

Direttore: Dott. Ermete Ronchi

 

 

  LIBRI E CONVEGNI REALIZZATI CON LA COLLABORAZIONE
DIRETTA DEL CENTRO STUDI E RICERCHE COIRAG
materiali online





C'E' INNOVAZIONE QUANDO CI SI FA CARICO
DI UN PROGETTO CONDIVISO CON ALTRI

di A. Burlini. F. Pezzoli, E. Ronchi, R. Visintini

 

Raccolta ed editing dei dati dei questionari di feedback
di lettura del testo (a cura di E. Ronchi)
Items del questionario/Risposte pervenute entro il 31-5-2001
(in ordine di arrivo)

Domanda n. 5:
Cosa ne pensi del rapporto che ciascuna OC rappresentata nella COIRAG ha con i propri soci?

1 Non conosco la realtà delle altre OC, nella SIPsA c’è abbastanza condivisione e libertà rispetto alle attività e alle iniziative dei singoli Centri didattici, sparsi per l’Italia. Limitata è la conoscenza del rapporto SIPsA-COIRAG.
2 Aspetto non trattato nello stesso modo nelle interviste: numero dei soci, degli allievi, omogeneità/ varietà di interessi, aspettative, partecipazioni alla vita dell’OC, " fruizione " dell’appartenenza (culturale, professionale ecc...).
3 Quello che penso è diverso per ognuna OC. Mi sono immedesimata in un socio, a ciascuna lettura, e qualcuna mi ha fatto sentire più libera del mio poter pensare e cercare, altre meno.
4 L’impressione è di un rapporto sfumato tra la OC ed i suoi soci. C’è il rischio di una interdipendenza limitata alla sola appartenenza per avere delle conferme. E’ possibile definire (più o meno consciamente) delle “stratificazioni sociali” = associati di serie A, B ecc. (non diversamente da ciò che può accadere a livello Coirag).
5 Penso che non vi sia sufficiente omogeneità/ coerenza tra le diverse OC. Dal mio punto di vista le OC dovrebbero differire tra di loro soltanto per la matrice teorico-clinica, mentre per quanto riguarda le modalità associative, le richieste fatte ai soci e la distanza-vicinanza degli stessi dovrebbe esserci una sostanziale uniformità.
6 Mi pare che i soci siano più legati alla loro OC di appartenenza che non alla Coirag.
7 Prevalentemente buono, anche se forse vi sono delle OC che sono più rigorose di altre (o per lo meno così appare dalle interviste) nei criteri di inclusione/ selezione dei propri soci.
8 Dalle interviste emerge una immagine istituzionalizzata dell’argomento, dunque lo stile interno è solo desumibile da questa immagine del vertice OC. Alcune OC sembrano più gerarchiche, altre accentrate al leader, qua e là compaiono difficoltà di comunicazione interna o settorializzazione. Non essendoci l’opinione degli associati, non mi sono fatta un’idea compiuta.
9 Esiste una buona collaborazione.
10 Rapporto di inclusione-separazione o di sovrapposizione ai compiti istituzionali rappresentati dalla Coirag. La risposta nasce da un quesito: una OC potrebbe partecipare a più scuole secondo le preferenze dei suoi soci?
11 Penso vi siano differenze profonde tra OC, soprattutto in termini di consapevolezza organizzativa. Questo elemento mi pare connesso sia con l’età dell’OC sia, più fondamentalmente, con le caratteristiche storiche di ciascuna. Quasi mi pare si potrebbe immaginare un continuum ideale tra strutturazione esplicita del rapporto di affiliazione e di appartenenza, a un estremo, e sua “casualità”, semovenza, indeterminatezza e personalizzazione, all’altro.
12 Mi sembra che tutte le OC siano impegnate nel contenere le differenze e le evoluzioni interne portate dai loro soci. Molta cura, viene dedicata alla formazione e crescita dei soci.
13 Mi sembra un rapporto, per quel poco che conosco, improntato alla libertà, al di fuori di qualsiasi irregimentazione.
14 Non ne ho un’immagine chiara. Non saprei immaginare la vita associativa delle varie OC.
15 Non molto ben delineato, nelle interviste (salvo forse in Ariele -> confronto/ scontro tra formatori e terapeuti e in APG -> disinteresse sostanziale di una parte dell’OC alle vicende Coirag.)
16 Credo che questo rapporto vada rinnovato e rinsaldato. Occorre che ciascuna OC si interroghi anche sulle aspettative e sui bisogni dei propri soci che oggi sono meno di appartenenza e, forse più di scambio, di crescita professionale... Ritengo inoltre che vada affrontata la questione dei “vecchi” e dei “nuovi” soci, che possono essere portatori di esperienze, bisogni e desideri deferenti. In ogni caso l’OC dovrebbe essere chiara con i propri soci rispetto alle direzioni di sviluppo che intende percorrere.
17 Un rapporto che ha sicuramente risentito nel tempo di questa entrata nella Coirag che ha dovuto modificare la realtà interna della OC e di conseguenza il rapporto con i soci poichè non tutte le OC si identificano con la Coirag.
18 Credo sia ancora poco visibile se si vuole andare al di là del semplice insegnamento nei corsi - Coirag. C’é molto interesse reciproco, si avverte un clima di studio reciproco con qualche breve integrazione sui progetti.
19 Mi sembra che, al di là degli assetti organizzativi formali (presidente, consiglio direttivo ecc.) le modalità di “appartenenza” e partecipazione siano diversificate. Alcune OC sembrano più “chiuse” più rigide e formali nei percorsi di “iniziazione” e abbastanza gerarchizzate. Altre sembrano più flessibili e più accoglienti.
20 =
21 Penso che sia un rapporto labile vissuto con disinteresse e, alle volte, con ostilità.
22 Le necessità di maggior conoscenza.
23 Sono rapporti diversificati. In alcuni casi burocratici, e inutilmente limitativi, con una selezione restrittiva (rispetto alla reale necessità di rispettare una formazione adeguata) dei membri da ammettere a soci.
24 Mi pare sia difficile cogliere questo aspetto dalla lettura del testo. L’impressione comunque è che la base delle OC si riconosca poco nella Coirag. Questa è una constatazione, non tanto una valutazione negativa.
25 =
26 Le caratteristiche degli associati in ciascuna OC non risultano evidenti nelle interviste.
27 La Coirag più come necessità che come desiderio. Il tema potrebbe essere la convivenza nel “condominio”.
28 Non trovo che emergano molti elementi su questo punto, le interviste si muovono più sul versante istituzionale, sul compito delle OC, sui modelli di riferimento, più che sui rapporti interni. Io non ho sentito i presidenti parlare degli associati o di che cosa le associazioni intendono essere per loro, forse dovrei rileggere le interviste… Mi sembra che le OC rappresentino per i soci la possibilità di riconoscersi in un ambito comune, la possibilità di fare ricerca, di confronto.
29 Una struttura di relazioni abbastanza concrete, mi sembra la distribuzione su tre livelli: - soci a pieno titolo (con tutti i requisiti) - aggregati - allievi. Una struttura per “classi”.