Domanda n. 6:
Come pensi che possa essere utilizzato questo lavoro e come faresti a proseguire la ricerca?
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Proseguirei in modo più capillare nella conoscenza delle singole OC, difendendo e facendo conoscere stili formativie differenze sostanziali. Per molti, me compresa, la COIRAG ha rappresentato solo una inevitabile necessita istituzionale di difficile di-gestione. |
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Nellordine:
1. Nella singola OC, per una riflessione interessi con i soci;
2. feedback (anche al punto 1) a Coirag, con riflessioni comuni tra OC.
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Vorrei fosse approfondito il lavoro sul controtransfert dellintervistatore (e sul controtransfert dei lettori). |
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La Coirag (dovrebbe) entrare più a diretto contatto con i soci delle OC; le differenze tra le OC potrebbero aiutare a riconoscere e valorizzare le differenze dentro le OC. Il problema è:
1. come far nascere la voglia di confronto
2. come far comprendere il senso della complessità in una realtà sempre più complicata.
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Potrebbe essere interessante un lavoro gruppale dei vari Presidenti, per raggiungere una migliore chiarezza riguardo ai motivi della Confederazione Coirag, agli obiettivi comuni di ricerca, alle proposte di lavoro unificato, nel quale ciascuna OC potrebbe portare un punto di vista diverso. Infatti secondo me manca/ é carente un progetto forte di lavoro comune (al di là della Scuola). |
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Approfondirei la ricerca sui diversi modi di operare nelle singole OC privilegiando delle confrontazioni cliniche. |
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Una formula di prosecuzione della ricerca potrebbe prevedere che alcuni soci delle varie OC (forse quelli stessi che, se disponibili, hanno risposto a tale questionario) potessero visitare attività seminariali o di formazione gestiti dalle singole OC e stilassero considerazioni su una serie di parametri/ indicatori condivisi da tutte le OC sotto l egida del CSR, una sorta di accreditamento tra pari. |
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Continuerei la ricerca nellottica della domanda 1 (valorizzare differenze creando integrazione)- considerando che le OC hanno in comune con Coirag principalmente la scuola e allinterno di essa le lezioni teoriche, farei una ricerca sui programmi dei docenti per valutare se e come si va verso un messaggio formativo coerente e integrato e lo stesso per il training (le differenze quali sono). |
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Il questionario contiene domande che permettono risposte troppo variegate per cui mi sembra difficile un suo utilizzo concreto. Bisognerebbe formulare un questionario a scelta multipla e non solo ad alcuni associati. |
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1. Con la costituzione (anche informale) di gruppi di confronto centrati su tematiche cliniche o istituzionali.
2. Ospitando sulla rivista contributi diversi sullo stesso tema (un po diversamente da quello che si fa).
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Partirei appunto dallelaborazione del questionario: come sarà svolta? Quale peso verrà attribuito alle risposte? Come e in funzione di che cosa saranno definiti i criteri di elaborazione delle risposte? Penso che lorientamento rispetto a queste domande dipenda dalla fisionomia del gruppo di lavoro che sostiene questa ricerca. Penso che sarebbe comunque utile che i risultati fossero posti in circolazione, magari studiando forme di commento che si possano scambiare. Meglio ancora, forse, se la ricerca potesse essere socializzata in un incontro nazionale. |
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Conoscere e approfondire le diversità è importante per Coirag, per costruire una propria identità. Il lavoro potrebbe essere approfondito oltre la voce dei presidenti, per favorire occasioni di scambio, ricerca, lavoro comuni fra le varie OC. Penso che la reciproca conoscenza possa essere un valore per tutti. |
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Penso che la prosecuzione della ricerca consista nel suo uso: quel che ne è stato ricavato dovrebbe servire naturalmente, a confermare o a modificare lorganizzazione della Coirag. |
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Riprendendo la domanda precedente, forse proseguirei cercando di focalizzare la vita delle OC come gruppi di soci oggi. Dal materiale raccolto si ha unevoluzione storica. |
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Metterei a disposizione dei soci tutto il materiale (interviste e il questionario) in modo che sia letto nelle OC. Creerei successivamente delle occasioni di discussione di gruppo. |
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Mi auguro che il materiale e i risultati di questo lavoro possano raggiungere gran parte dei soci delle diverse OC ed essere oggetto di riflessioni, commenti e confronto allinterno di ciascuna OC. Potrebbe inoltre rappresentare il punto di partenza per ulteriori, necessarie e più approfondite occasioni di reciproca conoscenza tra le diverse OC. |
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Se questo lavoro va nella direzione di una iniziale conoscenza per un successivo confronto e un auspicabile integrazione, allora penso che dovrebbe proseguire sullo scambio e confronto del lavoro clinico e formativo delle varie OC. |
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Sposterei lattenzione allesterno della Coirag: ci siamo conosciuti, ora utilizziamo il bagaglio arricchito di strumenti e facciamo ricerche con oggetti esterni alla Coirag che poi vengono interpretati con le diverse sfaccettature a partire da un tema comune; che così sarà per forza più evidente. |
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Non mi vengono idee brillanti. Penso che occorrerebbe andare oltre la ricerca cartacea e lintervista individuale. Avrebbe senso un momento seminariale in cui iscritti (non organi dirigenti) lavorassero insieme su questo materiale in modo gruppale? Me lo chiedo e ve lo chiedo. |
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Preparazione di un questionario uniforme per tutti che fotografi la situazione operativa in atto, attività terapeutica effettivamente svolta ( non se ne parla molto!!) - casi clinici che si avvalgono della terapia di gruppo- tecniche impiegate - esiti ecc.; incidenza sulla realtà clinica delle rispettive città; difficoltà incontrate nellaffermarsi come alternative ad altre terapie; ricerche in corso. |
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Maggiore partecipazione delle zone più periferiche e maggiori punti di scambio quando questo sia possibile. Inoltre estenderei il questionario alle persone meno coinvolte per ottenere informazioni e valutare se è possibile scambiare risorse. |
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Una vasta divulgazione. |
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Dopo la pubblicazione di questo materiale opportunamente elaborato è auspicabile la discussione presso le OC (con ulteriore arricchimento ed estensione). Successivamente potrebbero essere pubblicati i risultati finali. |
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Una prima direzione potrebbe essere di invitare i soci (magari con una campionatura casule) a descrivere la propria OC. Credo che si avrebbe un punto di vista diverso e interessante rispetto a quello dei presidenti. Un altro livello è quello di sentire anche gli allievi diplomati nelle varie OC, nel training. |
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Il volumetto potrebbe essere utilizzato allinterno delle OC come lettura da proporre ai soci per fare cogliere gli aspetti comuni alle varie OC, la storia particolare di questi sviluppi di pensiero che possono arricchire i punti di vista di ogni membro. |
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Per far conoscere le OC tra di loro. - Per sensibilizzare le OC alla valorizzazione dei rispettivi associati. |
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Attivare il desiderio di stare assieme facendo ricerca. Per ricerca intendo riprendere - riscoprire il piacere di conoscere e non solo di testare i propri modelli. Due problemi:
1. la rappresentanza non ne é il motore
2. i giovani spesso esclusi o inibiti.
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Credo opportuno un lavoro di progressivo avvicinamento fra le OC finalizzato ad una reciproca conoscenza e alla ricerca di spazi di confronto, e perché no, di lavoro comune. Penso a incontri a tema, a conferenze da parte dei personaggi più significativi delle varie OC, a seminari che consentano di sperimentare, conoscere i diversi approcci. In Ariele parliamo spesso di bisogno di confronto con lesterno, lambito COIRAG offre opportunità molto interessanti. Il lavoro potrebbe essere portato avanti a più livelli, mi sembra si stia facendo molto sul piano Istituzionale che è ovviamente fondamentale, così come nellambito delle scuole di specializzazione, il coinvolgimento potrebbe essere allargato ai soci. Ad esempio, anche la componente non strettamente psicoterapeutica di Ariele potrebbe essere una risorsa per la ricerca e per la stessa COIRAG in quanto Istituzione. |
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Uno studio comune del processo di integrazione/ differenziazione. |