Crisi dei fondamenti nella logica e nella matematica, quanta, principio di indetrminazione e teoria della relatività in fisica: è questo il clima scientifico che, mettendo profondamente in crisi il metodo galileiano, apre la strada alla psicoanalisi. Il mondo delle emozioni e dei sentimenti che dalla nascita della filosofia e della scienza erano stati cacciati dalla porta, attraverso la ricerca di Freud, rientrano dalla finestra inaugurando un nuovo modo di fare scienza. È un modo nel quale losservatore non è mai neutrale ma modifica se stesso co-generando il sistema osservato. In questa prospettiva anche il singolo caso costituisce materia di indagine e diventano determinanti parametri come la storia, la qualità e il tempo. È vero che poi Freud dovette legittimarsi nel mondo scientifico di riferimento facendo ricorso a concetti accoglibili e legittimabili entro riferimenti che rispondevano alle esigenze della cultura positivistica quali pulsione, carica, esame di realtà, concetti che per anni hanno poi costituito un riferimento forte allinterno dellepistemologia psicoanalitica prevalente. È altresì vero che oggi, grazie sia allevoluzione interna al mondo psicoanalitico, sia agli apporti di altre discipline che si occupano delluomo, è al Freud della storia e della narrazione (casi clinici) e al Freud della relazione (i vari lavori che si occupano del transfert e psicologia delle masse e analisi dellio) che tutti noi facciamo riferimento.
Lavvento della psicoanalisi e della ricerca analitica sui gruppi ha contribuito a introdurre un sostanziale cambiamento metodologico nel campo della ricerca scientifica. Apprendendo a lavorare con un metodo che oggi è in grado di coniugare lasse diacronico con quello sincronico è possibile individuare anche in una singola storia gli elementi imprescindibili che concorrono alla costruzione dellidentità.
In materia di identità e di qualità non si può non fare un breve cenno anche al paradigma della complessità ed alla attenzione che anche per questa via viene posta sugli aspetti di processo e sullimportanza da assegnare alla storia e alla sua narrazione.
Ricordo ancora come la certificazione di qualità dei prodotti aziendali (es. UNI EN ISO 8402, 9000, 9001-2-4) si fondi sulla descrizione e certificazione di processi lavorativi osservati e monitorati nel loro complesso. Mettere in evidenza la qualità di un prodotto significa poter certificare la qualità del processo di produzione di quel certo bene o servizio; mettere in evidenza e rendere fruibile e comunicabile la qualità di un modello significa poter rendere osservavili e narrabili i processi sottesi alla "produzione" di quel modello. La complessità in questo campo è maggiore ma è oggi possibile attivare ricerca partendo proprio dalla storia dei processi creativi e dalla loro narrazione.
Queste erano le premesse metodologiche presenti nel momento in cui il Centro Studi e Ricerche (CSR) ha avviato questa ricerca su Rete e cultura Coirag. Occupandosi di studio e di sviluppo sui temi della ricerca clinica ad approccio psicoanalitico esso non poteva limitarsi alla sola rilevazione quantitativa di dati e alla loro diffusione. Essendo COIRAG una confederazione di organizzazioni (OC) che si occupano di ricerca analitica sui gruppi si è voluto pensare a una ricerca qualitativa assumendo come campo privilegiato di ascolto, di osservazione e di apprendimento il proprio mondo interno di riferimento inclusi gli aspetti di processualità che l'hanno generato. Lidea è stata quella di ascoltare i portavoce delle consociate, soggetti collettivi, membri COIRAG, che hanno fatto la storia della gruppalità in Italia. Si trattava di far emergere attraverso lo strumento dell'intervista, informazioni ed emozioni legate alla storia, alle storie, ai punti critici, alle vicinanze e alle irriducibili differenze fonte di ricchezza, di apprendimenti e di disagio. Ciascun intervistatore - membro ordinario COIRAG in seno al CSR - si sarebbe mosso autonomamente avendo però in comune con gli altri una traccia non vincolante di riferimento contenente alcuni punti da toccare nel corso dellintervista e nella stesura del lavoro di restituzione al CSR e agli intervistati. Eccola:
- Introduzione, dichiarazione dellobiettivo dellintervista. Atteggiamento vs. intervista e controtransfert in fase di avvio
- Dati personali; come il presidente è arrivato al ruolo attuale
- Compito primario dellassociazione
- Storia dellassociazione e suo sviluppo
a. Lemozione associativa di base
b. Il modello
c. Il depliant istituzionale
- Produzione scientifica e autori di riferimento
a. Esterni
b. Interni
c. Bibliografia
- Le attività istituzionali ed i progetti in cantiere (trend, ipotesi, scenari)
- Immagine della Coirag
- Ipotesi di percezione dellassociazione
a. da parte della COIRAG.
b. da parte delle OC
- Cosa vorresti che la COIRAG conoscesse meglio della tua Associazione (equivoci, stereotipie)
- Processi: formarsi/aggiornarsi, rapporti con la base (attese/timori)
- Numeri: Associati, sedi, bilancio etc.
- Statuto: modalità accesso/uscita/regolamento
- Controtransfert dellintervistatore vs. intervista: come è andata? Quale il clima relazionale a fine intervista?
Ne è emersa una ricerca autoriflessiva sul soggetto istituzionale COIRAG nella quale il gruppo dei ricercatori si è posto come vertice di osservazione interno utilizzando il proprio controtransfert come strumento essenziale di ricerca . I ricercatori del CSR han lavorato sulle premesse che fondano la realtà gruppale dell'istituzione COIRAG, ossia ponendosi in ascolto di aspetti essenziali dellidentità del soggetto collettivo COIRAG. Lipotesi era che ascoltando, accogliendo, valorizzando e sostenendo la rete di pensiero che produce le peculiari diversità si contribuisse a rendere pensabili nuovi spazi di integrazione e di confronto in grado di far evolvere teoria, tecnica e clinica tra le consociate.
Questo lavoro di ricerca si configura anche come servizio di autoanalisi che, alle soglie del 2000, l'istituzione COIRAG offre a se stessa e alle consociate nel tentativo di costruire un modello comune di riferimento. Essere psicoterapeuti capaci di affrontare situazione gruppali e di crescente complessità, anche istituzionale, è la competenza che i giovani allievi chiedono di sviluppare. Conoscere sempre più a fondo la propria storia per poter andare oltre il patrimonio costituito dalle proprie matrici, sviluppando identità e cultura è imperativo etico. Dal patrimonio al matrimonio: come sviluppare ricchezza costruendo un ECRO gruppale condiviso? Nel codice deontologico procedurale per la psicoterapia di gruppo curato da Lo Verso e Pontalti, pubblicato nella Rivista Gruppi, (Vol. II, n. 1 gen-giu. 2000) e rilanciato nelle pagine della rivista presenti in www.coirag.org, al punto 2 si può leggere:
La sua conoscenza teorico-clinica (dello psicoterapeuta che lavora analiticamente con i gruppi) rispetto alle prassi di gruppo deve essere aggiornata. Deve anche essere di tipo allargato e cioè non limitata al proprio modello di appartenenza. Essa va integrata da unadeguata competenza psicopatologica e da consapevolezza etica, epistemologica e metodologica.
La COIRAG come confederazione di organizzazioni che si occupano di ricerca analitica con i gruppi, fin dal suo concepimento, è portatrice di questo specifico patrimonio che quindi è parte "naturale" del suo DNA anche se questo aspetto è poco noto. Lobiettivo di questa ricerca è anche quello di diffondere e socializzare un tipo di conoscenza volta a far evolvere globalmente la capacità di ricerca interna e quindi di rendere più fecondo il patrimonio COIRAG.
Un dato che è emerso con forza nel resoconto di tutti gli intervistatori ha riguardato il clima emotivo e relazionale in cui si sono svolte le interviste sintetizzate in questo lavoro. Da un iniziale timore che, senza volerlo, l'intervista potesse scivolare su un piano valutativo o superegoico si giungeva invariabilmente a una piacevole conversazione ricca di scoperte e di desiderio di approfondire molte tematiche. Segno questo che gli aspetti di autentica curiosità e di confronto tra conoscenze a volte in conflitto hanno nettamente prevalso facendo unanimemente concludere che forse è il caso di portare avanti questa particolare e nuova modalità di conoscere e di conoscerci attraverso listituzione. Ci auguriamo quindi che questa ricerca concorra a valorizzare proprio quelle differenze che a un livello più alto producono valore aggiunto in termini di integrazione e di rinnovato benessere gruppale e istituzionale.