HOME MAPPE
COIRAG
Presentazione
Mappa del sito
Rete interna coirag
Statuto coirag
Come associarsi
Home page
ASSOCIAZIONI
OC COIRAG
ACANTO
AION
APG
APRAGI
APRAGIP
ARIELE Psicoterapia
ASVEGRA
CATG
IL CERCHIO
LAB. Gruppoanalisi
SIPSA
Index OC uk
Index OC it
SCUOLA COIRAG
(Ric. M.I.U.R.)
Home Scuola
Sede di Bari
Sede di Genova
Sede di Milano
Sede di Padova
Sede di Palermo
Sede di Roma
Sede di Torino
OOCC con Training
Ordinamento
Regolamento
Info Naz. Didattica
CENTRO STUDI e RICERCHE - CSR
Home CSR
Organigramma e ruoli
Gruppi di ricerca
Regolamento int.
Convegni e libri on line
EVENTI FORMATIVI CONVEGNI (CSR)
index eventi
Prossimi eventi
Storico eventi
Segnala un evento
Immagini di eventi
RIVISTA COIRAG
"GRUPPI"
Home rivista
Regolamento int.
Autori, abstract it
Autor, abstract uk
Servizio biblio
AGENZIA PER LA FORMAZIONE COIRAG - AFPC
Home Agenzia
Ottieni depliant
Organigramma
Invia proposta
SERVIZI RISERVATI
AD ASSOCIATI
Login diretto soci
Libro soci parte pubblica
SERVIZI RISERVATI
AD ALLIEVI
index servizi allievi specializzandi
SERVIZI RISERVATI
AD EX-ALLIEVI
index servizi ex allievi specializzati
REGISTRO
VISITATORI
Firma/consulta il
registro dei visitatori





CENTRO STUDI E RICERCHE COIRAG

Direttore: Dott. Ermete Ronchi

 

 

  LIBRI E CONVEGNI REALIZZATI CON LA COLLABORAZIONE
DIRETTA DEL CENTRO STUDI E RICERCHE COIRAG
materiali online





1. Intervista a Corrado Pontalti Presidente COIRAG
di Sandra Manzoni
 

Questa intervista si è svolta in due fasi, una prima parte è stata realizzata nel giugno 1998, l’altra nel settembre 1999. Abbiamo così un parere più aggiornato sullo stato attuale dei problemi esistenti e da affrontare nel vicino futuro.

Note storiche

L’Asssociazione COIRAG ha le sue origine nel 1981 dopo una riunione suggerita da Ossicini, allora senatore, che proponeva ai presidenti delle varie associazioni di terapeuti di gruppo, di valorizzare il pensiero gruppoanalitico.
Esistevano allora alcune assiociazioni, SIPAG presieduta da Ancona, AGAR presieduta da Fabrizio Napolitani, l’APG presieduta da Vanni, Il Pollaiolo presieduta da Corrao, la SGAI presieduta da Diego Napolitani e il gruppo di Perrotti), i cui presidenti e fondatori erano di matrice e formazione diversa. In quella riunione nacque l’dea di formare un confederazione.
Dopo il primo atto ufficiale dalla fondazione avvenuta nel 1982 consistente nell’Elezione del primo presidente, Leonardo Ancona, avviene la prima scissione con la dimissione del Pollaiolo, presieduto da Corrao.

Nasceva così una associazione che avrebbe permesso alle associazioni esistenti che si occupavano di terapia di gruppo di confermare la propria identità e di non correre il rischio del graduale dissolvimento.
Al primo gruppo dei fondatori si aggiunsero successivamente l’Asvegra e l’Apragi, che insieme alle prime associazioni formarono il nucleo portante dell’associazione fino al’88-89.

L'obiettivo iniziale

L’unico obiettivo che l’associazione si è posta nei primi 6-7 anni è stato quello di organizzare ogni 2 anni un convegno nel quale le OC si potessero confrontare tramite 2 o 3 scritti che venivano presentati ai commenti di altre OC. Si poteva così creare un confronto e una discussione che negli anni ha permesso lo svilupparsi di rapporti di collaborazione e di amicizia.
Non si confrontavano però i funzionamenti delle diverse OC. Fino alla costituzione della scuola la COIRAG era perciò una confederazione legata in modo molto lasso, anche i progetti relativi alla formazione erano molto diversi nelle varie OC.

Nascita della Scuola e nuovi obiettivi

Quando si e incominciato a parlare di istituire una scuola COIRAG, nel 1990, è emersa la rete amichevole che si era gradualmente instaurata tra i soci che ha permesso l’organizzazione di una scuola unica, con la collaborazione di tutte le OC, salvo la SGAI che ne uscì nel 1996.
La sfida di fare un’unica scuola con un progetto forte è riuscita perché è stato il risultato della rete preesistente. Nessun altro gruppo o associazione di terapeuti ha realizzato una scuola unica. Il pensiero gruppale aperto al sociale corrisponde all’idea di fare insieme.
È stato possibile realizzare il progetto sulla piattaforma costruita prima. La scuola ha costretto a fare un progetto comune e il lavoro dell’associazione nel suo insieme, fino a due anni fa si è concentrato sulla scuola che è stata riconosciuta nel ’93 e aperta nel ’94.
Assestata la scuola si devono riaprire altri progetti che possono basarsi sulla rete esistente costituita dalla scuola, dalla rivista e dai convegni. È necessario salvare la rete della COIRAG, cioè il funzionamento di tutta l’associazione sui diversi e singoli problemi. Le OC devono svolgere dei progetti locali, ma la vera qualità della COIRAG dovrebbe anche restare quella di funzionare e collaborare su progetti che coinvolgono soci di tutte le OC o delle OC dove quei progetti trovano interesse e partecipazione.

Rapporti l’interni ed l’esterni

L’attività della COIRAG e i suoi contributi sono molto più noti nel mondo esterno che all’interno della stessa associazione perché fioriscono continuamente iniziative in comune con associazioni esterne in campi diversi. Semmai si può dire che le OC, all’interno della COIRAG non svolgono bene il compito di informare i soci che non sanno bene come procede la vita della COIRAG stessa.
Alla richiesta di esprimere il suo desiderio nei confronti della COIRAG Pontalti ha detto che vorrebbe modificare lo statuto in modo che il funzionamento a rete venisse rappresentato più esplicitamente, e che le OC assumessero una funzione di propulsori nelle reti.
L’aggiornamento dell’intervista è stato realizzato nel settembre ’99, più di un anno dopo, e ha permesso a Pontalti di aggiungere il suo pare sullo stato attuale dell’associazione e sui problemi emersi durante la sua presidenza.

Problemi emergenti e prospettive

Un problema che richiede attenzione riguarda il fatto che è diventato difficile il passaggio delle decisioni e dei progetti stabiliti dall’associazione COPIRAG, al tessuto dell’associazione, ai soci delle singole OC.
Si è discusso recentemente come risolvere questa difficoltà, si è visto che le singole OC non hanno un modello proprio, che esistono differenze anche al loro interno perché il modello fondante si è modi-ficato.
Mentre si constata che negli ultimi tempi ha una funzione unificante il compito e il progetto comune, cui possano partecipare soggetti di diverse OC. Ormai l’unificatore del funzionamento è il compito. Non si difende più un modello ma si discute e ci si coinvolge in un compito, sulla esperienza fatta.
Non contano più tanto le appartenenze quanto i compiti. Si è passati dalla conflittualità alla dialettica, dall’appartenenza al compito.

Nuovi interrogativi

Si aprono due interrogativi che sono già stati posti all’attenzione dell’associazione:

Quanti allievi diplomati dalla scuola rimangono legagti all’associazione? Molto pochi, perché non sentono l’OC come luogo di comunità scientifica. Alla domanda loro posta al workshop di Fiesole sulle ragioni di questa non adesione, è stato risposto dagli allievi che spesso si sono sentiti trattare dalle OC con sufficienza. Essi perciò prendono dall’associazione il prodotto formazione ma non hanno interesse a continuare. Siamo perciò di fronte al rischio della morte delle OC se gli specializzati non diventano soci e se quindi non ci sarà un passaggio generazionale. Il patrimonio che abbiamo trasmesso e che trasmettiamo si disperderà.

E necessario sviluppare piani e progetti di lavoro locali e interni alle OC che vengano condivisi da altre OC che diventino perciò rappre-sentativi di tutta l’associazione. I programmi strettamente; locali stanno infatti diventando soffocanti e sempre meno attraenti. È perciò necessario unire le forze per coinvolgere l’esterno altrimenti nutriamo l’illusione di una forte associazione che non può muoversi da sola e tantomeno localmente nelle singole OC. Si deve trovare il modo di favorire una osmosi tra scuola e OC, altrimenti le OC rischiano di chiudersi e isolarsi, mentre la scuola può diventare la base per una trasformazione che favorisca la comunicazione così come il coinvolgimento nei compiti può favorire lo scambio e la discussione attraverso la rete che è stata creata fino ad oggi e che si può ulteriormente sviluppare. Di questa rete devono essere strumenti la rivista e il Centro Studi.

Facendo piccoli passi si potrà passare la mano alle nuove generazioni. Ascoltando gli allievi, abbandonando i miti del passato, perché, mentre una volta c’era una aristocrazia dell’appartenenza, ora questa non ha più peso, ne abbiamo nostalgia ma non vale più nel mondo del lavoro.

Roma, 1998 e 1999