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LIBRI E CONVEGNI REALIZZATI CON LA COLLABORAZIONE
DIRETTA DEL CENTRO STUDI E RICERCHE COIRAG
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1. Intervista a Corrado Pontalti Presidente COIRAG
di Sandra Manzoni
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Questa intervista si è svolta in due fasi, una prima parte è stata realizzata nel giugno 1998, laltra nel settembre 1999. Abbiamo così un parere più aggiornato sullo stato attuale dei problemi esistenti e da affrontare nel vicino futuro.
Note storiche
LAsssociazione COIRAG ha le sue origine nel 1981 dopo una riunione suggerita da Ossicini, allora senatore, che proponeva ai presidenti delle varie associazioni di terapeuti di gruppo, di valorizzare il pensiero gruppoanalitico.
Esistevano allora alcune assiociazioni, SIPAG presieduta da Ancona, AGAR presieduta da Fabrizio Napolitani, lAPG presieduta da Vanni, Il Pollaiolo presieduta da Corrao, la SGAI presieduta da Diego Napolitani e il gruppo di Perrotti), i cui presidenti e fondatori erano di matrice e formazione diversa. In quella riunione nacque ldea di formare un confederazione.
Dopo il primo atto ufficiale dalla fondazione avvenuta nel 1982 consistente nellElezione del primo presidente, Leonardo Ancona, avviene la prima scissione con la dimissione del Pollaiolo, presieduto da Corrao.
Nasceva così una associazione che avrebbe permesso alle associazioni esistenti che si occupavano di terapia di gruppo di confermare la propria identità e di non correre il rischio del graduale dissolvimento.
Al primo gruppo dei fondatori si aggiunsero successivamente lAsvegra e lApragi, che insieme alle prime associazioni formarono il nucleo portante dellassociazione fino al88-89.
L'obiettivo iniziale
Lunico obiettivo che lassociazione si è posta nei primi 6-7 anni è stato quello di organizzare ogni 2 anni un convegno nel quale le OC si potessero confrontare tramite 2 o 3 scritti che venivano presentati ai commenti di altre OC. Si poteva così creare un confronto e una discussione che negli anni ha permesso lo svilupparsi di rapporti di collaborazione e di amicizia.
Non si confrontavano però i funzionamenti delle diverse OC. Fino alla costituzione della scuola la COIRAG era perciò una confederazione legata in modo molto lasso, anche i progetti relativi alla formazione erano molto diversi nelle varie OC.
Nascita della Scuola e nuovi obiettivi
Quando si e incominciato a parlare di istituire una scuola COIRAG, nel 1990, è emersa la rete amichevole che si era gradualmente instaurata tra i soci che ha permesso lorganizzazione di una scuola unica, con la collaborazione di tutte le OC, salvo la SGAI che ne uscì nel 1996.
La sfida di fare ununica scuola con un progetto forte è riuscita perché è stato il risultato della rete preesistente. Nessun altro gruppo o associazione di terapeuti ha realizzato una scuola unica. Il pensiero gruppale aperto al sociale corrisponde allidea di fare insieme.
È stato possibile realizzare il progetto sulla piattaforma costruita prima. La scuola ha costretto a fare un progetto comune e il lavoro dellassociazione nel suo insieme, fino a due anni fa si è concentrato sulla scuola che è stata riconosciuta nel 93 e aperta nel 94.
Assestata la scuola si devono riaprire altri progetti che possono basarsi sulla rete esistente costituita dalla scuola, dalla rivista e dai convegni. È necessario salvare la rete della COIRAG, cioè il funzionamento di tutta lassociazione sui diversi e singoli problemi. Le OC devono svolgere dei progetti locali, ma la vera qualità della COIRAG dovrebbe anche restare quella di funzionare e collaborare su progetti che coinvolgono soci di tutte le OC o delle OC dove quei progetti trovano interesse e partecipazione.
Rapporti linterni ed lesterni
Lattività della COIRAG e i suoi contributi sono molto più noti nel mondo esterno che allinterno della stessa associazione perché fioriscono continuamente iniziative in comune con associazioni esterne in campi diversi. Semmai si può dire che le OC, allinterno della COIRAG non svolgono bene il compito di informare i soci che non sanno bene come procede la vita della COIRAG stessa.
Alla richiesta di esprimere il suo desiderio nei confronti della COIRAG Pontalti ha detto che vorrebbe modificare lo statuto in modo che il funzionamento a rete venisse rappresentato più esplicitamente, e che le OC assumessero una funzione di propulsori nelle reti.
Laggiornamento dellintervista è stato realizzato nel settembre 99, più di un anno dopo, e ha permesso a Pontalti di aggiungere il suo pare sullo stato attuale dellassociazione e sui problemi emersi durante la sua presidenza.
Problemi emergenti e prospettive
Un problema che richiede attenzione riguarda il fatto che è diventato difficile il passaggio delle decisioni e dei progetti stabiliti dallassociazione COPIRAG, al tessuto dellassociazione, ai soci delle singole OC.
Si è discusso recentemente come risolvere questa difficoltà, si è visto che le singole OC non hanno un modello proprio, che esistono differenze anche al loro interno perché il modello fondante si è modi-ficato.
Mentre si constata che negli ultimi tempi ha una funzione unificante il compito e il progetto comune, cui possano partecipare soggetti di diverse OC. Ormai lunificatore del funzionamento è il compito. Non si difende più un modello ma si discute e ci si coinvolge in un compito, sulla esperienza fatta.
Non contano più tanto le appartenenze quanto i compiti. Si è passati dalla conflittualità alla dialettica, dallappartenenza al compito.
Nuovi interrogativi
Si aprono due interrogativi che sono già stati posti allattenzione dellassociazione:
Quanti allievi diplomati dalla scuola rimangono legagti allassociazione? Molto pochi, perché non sentono lOC come luogo di comunità scientifica. Alla domanda loro posta al workshop di Fiesole sulle ragioni di questa non adesione, è stato risposto dagli allievi che spesso si sono sentiti trattare dalle OC con sufficienza. Essi perciò prendono dallassociazione il prodotto formazione ma non hanno interesse a continuare. Siamo perciò di fronte al rischio della morte delle OC se gli specializzati non diventano soci e se quindi non ci sarà un passaggio generazionale. Il patrimonio che abbiamo trasmesso e che trasmettiamo si disperderà.
E necessario sviluppare piani e progetti di lavoro locali e interni alle OC che vengano condivisi da altre OC che diventino perciò rappre-sentativi di tutta lassociazione. I programmi strettamente; locali stanno infatti diventando soffocanti e sempre meno attraenti. È perciò necessario unire le forze per coinvolgere lesterno altrimenti nutriamo lillusione di una forte associazione che non può muoversi da sola e tantomeno localmente nelle singole OC. Si deve trovare il modo di favorire una osmosi tra scuola e OC, altrimenti le OC rischiano di chiudersi e isolarsi, mentre la scuola può diventare la base per una trasformazione che favorisca la comunicazione così come il coinvolgimento nei compiti può favorire lo scambio e la discussione attraverso la rete che è stata creata fino ad oggi e che si può ulteriormente sviluppare. Di questa rete devono essere strumenti la rivista e il Centro Studi.
Facendo piccoli passi si potrà passare la mano alle nuove generazioni. Ascoltando gli allievi, abbandonando i miti del passato, perché, mentre una volta cera una aristocrazia dellappartenenza, ora questa non ha più peso, ne abbiamo nostalgia ma non vale più nel mondo del lavoro.
Roma, 1998 e 1999