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CENTRO STUDI E RICERCHE COIRAG

Direttore: Dott. Ermete Ronchi

 




RICERCA SUI GRUPPI DI RICERCA IN COIRAG 1998-2001
F. Pezzoli

 




3 Leggi l'intervista conclusiva a R. de Polo

 

INTERVISTA A RENATO DE POLO – ALLORA SEGRETARIO DEL CSR-COIRAG

Domanda: Su quali presupposti politici e culturali è nato il Centro Studi e Ricerche?

Premetto intanto che, inizialmente, il Centro Studi e Ricerche venne denominato Centro Culturale e, come dice il primo documento che ho elaborato, è stato inizialmente pensato come una possibilità di valorizzazione delle zone di frontiera del nostro lavoro nella Coirag, anche se poi alcuni hanno sottolineato l’aspetto opposto, la necessità di valorizzare la ricerca sulla matrice comune della nostra cultura alla ricerca di un minimo comune denominatore.
Con la creazione del Centro culturale si intendeva aprire uno spazio apposito per la partecipazione alla Coirag di persone che ad essa erano interessate, pur non avendo o non avendo ancora requisiti associativi. Non pareva opportuno favorire questa partecipazione all’interno delle strutture istituzionali ordinarie perché si sarebbero introdotti fattori confusivi, però sembrava importante realizzare una possibilità di scambio con l’esterno in un ambito istituzionalmente legittimato e nuovo e si pensava che in questo modo si sarebbero valorizzate e incontrate richieste di tipo collaborativo che provenivano dall’esterno e dall’interno evitando però unitarietà confusive.
Pur sottolineando una posizione di frontiera assegnabile al Centro Culturale, venne anche rilevata l’importanza attuale di un lavoro culturale atto a favorire l’elaborazione di una cultura della Coirag che, sia pure all’interno di un rispetto delle differenze tra le diverse Associazioni, esprimesse, raccogliesse e valorizzasse gli elementi scientifici e metodologici comuni. A questo proposito venne fortemente sottolineato l’aspetto di un lavoro ancora da fare e che non doveva essere assegnato a nessuna sezione particolare della Coirag. Tale lavoro si sarebbe dovuto proporre come un impegno comune, là dove possibile; in questo senso il Centro Culturale veniva visto come un organismo che doveva dare un particolare impulso alla ricerca. Fu importante la sua creazione perché evitò di dare corso a idee, sia pur legittime da un certo punto di vista, che tendevano ad allargare eccessivamente i confini della Coirag creando organismi assembleari dove la partecipazione non era attentamente regolamentata.

Domanda: Come è nata la proposta dei Gruppi di Ricerca?

Ricordo che ci fu un momento in cui venne definita un’organizzazione costituita da due centri: uno a Milano, che faceva capo direttamente a me come responsabile del Centro Culturale (il responsabile aveva la qualifica di Segretario), e un altro che aveva come riferimento Ondarsa Linares a Roma.
Questa struttura non risultò soddisfacente, si pensò allora di conciliare l’esigenza di unità di un organismo di questo genere con l’esigenza di molteplicità degli interessi presenti, costituendo come riferimento per chi lo volesse dei Gruppi di Ricerca su temi che, ad un primo esame, sembravano costituire già un interesse di molti colleghi della Coirag.
Si pensava in questo modo di poter evitare la proliferazione di centri in Italia che, in quel momento, sembravano comportare più un rischio di dispersione che di efficienza organizzativa.

Domanda: Secondo te perché i Gruppi di Ricerca hanno avuto l’andamento riscontrato nella ricerca?

Devo dire che non ho sotto gli occhi i risultati precisi e documentati della ricerca ma, da quanto ho sentito dire, pare che sia stato rilevato che i Gruppi di Ricerca non hanno funzionato in maniera sufficientemente coordinata né al proprio interno, né nei rapporti con il Centro Culturale che allora aveva già assunto la denominazione di Centro Studi e Ricerche (CSR).
I motivi sono diversi, diciamo che ce n’è uno più generale che dipende dalle forze relativamente scarse di cui allora disponevamo che vennero impegnate più nell’organizzazione del CSR che per quanto riguarda il coordinamento della molteplicità di iniziative spontanee e individuali.
Molte energie vennero per esempio dedicate al Congresso sulla Valutazione che intendeva essere un modello di iniziative del Centro Studi e Ricerche finalizzate alla raccolta e all’organizzazione di coloro che si interessavano di un argomento molto studiato in diversi luoghi della Coirag (Padova, Milano, Palermo, Roma).
Il Convegno sulla Valutazione fu anche importante per la realizzazione di un’area di scambio con una grande istituzione, come l’Università Cattolica, oltre che con professionisti di primo piano nello studio di questo problema.
Ciò che risultò chiaro per quanto riguarda i gruppi di studio, è che essi, da un punto di vista nominale, rappresentavano dei punti di riferimento per tutti coloro che si occupassero di un determinato argomento, ma siccome non si dedicò loro una specifica attenzione in modo tale da elaborare un pensiero sul loro funzionamento, le iniziative riguardanti questi temi specifici ci furono certamente, ma rimasero di carattere individuale. Comunque i gruppi di Ricerca ebbero la funzione di richiamare l’attenzione di tutti i colleghi della Coirag sul fatto che ci fosse una possibilità di riferimenti comuni, possibilità che poteva essere valorizzata in futuro così come venne valorizzata la possibilità di uno studio comune sul problema della valutazione.

Domanda: Come ti piacerebbe che si sviluppasse i Centro Studi e Ricerche?

Penso intanto che il Centro Studi si sia Sviluppato in maniera ottimale. Attualmente sono in via di conclusione alcune grandi ricerche che ci permetteranno di capire meglio la molteplicità culturale della Coirag. Ci sono tante Associazioni che si ispirano a diversi modelli scientifico-professionali e il CSR sta effettuando una ricognizione, all’interno della Coirag, che avrà una grande importanza per quanto riguarda la definizione di una nostra identità.
Quindi tutto bene dal punto di vista di ricerche funzionali a scoprire la ricchezza della nostra identità e tutto bene per lo sforzo organizzativo che E. Ronchi ha dedicato a creare un CSR sempre più solido ed articolato.
Credo che per il futuro ci sia un settore della ricerca che sarà particolarmente utile per tutti i colleghi della Coirag ma anche per i colleghi all’esterno della Coirag, una ricerca che sviluppi un pensiero adeguato a rispondere alle tante richieste di utilizzo di una competenza gruppale, richieste dalle quali noi ci sentiamo sollecitati per elaborare modelli formativi che possano far fronte appunto a tali richieste.
Le competenze gruppali ormai si segnalano interessanti per molteplici ambiti professionali, che siano gli ospedali, che siano le aziende, che sia la Scuola. In tutti questi ambiti noi abbiamo già avviato interventi individuali o promossi dall’una o dall’altra Associazione. Ci serve ora metterci insieme, e questo dovrà essere uno dei compiti del CSR, così da coordinare in nome di un progetto comune, modelli di intervento, negli ambiti diversi, che provengano dall’esperienza che già da lungo tempo abbiano sviluppato nei diversi settori.