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  Centro Studi e Ricerche - CSR
Direttore: Dott. Ermete Ronchi
 

 


PROGETTO "SOGNO E ISTITUZIONE"

UNITA’ di PLAYNG SOCIAL DREAMING di SABATO 19 ottobre 2002
Note introduttive a cura di W. Scategni ed E. Ronchi

Cosa si intende per social dreaming?
Gordon Lawrence sta lavorando da circa 20 anni ad un metodo di lavoro che ha denominato “Social Dreaming” allo scopo di indagare ed approfondire i nessi, le relazioni ed i legami tra i sogni e le loro associazioni, raccolti nel corso di un tempo e di uno spazio dato, in un insieme aperto di persone denominato “Matrix”.

L’ipotesi di base è che i sogni emersi rappresentino una sorta di “memoria del futuro”e siano in grado di cogliere “pensieri subliminali” non ancora affiorati alla coscienza e che talvolta non affioreranno mai. Scopo è dare una voce a ciò che Bion definisce “l’infinito senza forma che ci circonda”.

Il pensiero di Carl Gustav Jung riconosce, dalle sue prime formulazioni, una sorta di “Paleoencefalo della Psiche”: una struttura più arcaica che aveva definito col termine di “Archetipi dell’inconscio collettivo”. Questi ultimi trovano una propria via di espressione attraverso immagini a forte valenza simbolica, capaci di catalizzare e veicolare un’intensa energia psichica a carattere “ideo-affettivo”, patrimonio comune di tutta l’umanità.
Di ciò sarebbero testimonianza analogie e parallelismi riscontrabili nei temi mitologici, fiabeschi ed onirici di culture appartenenti a differenti etnie ed epoche storiche.

Diversi anni dopo Gordon Lawrence ha messo a punto attraverso il “Social Dreaming” un metodo che permetteva di evidenziare in gruppo la “costellazione” di immagini archetipiche dell’inconscio collettivo.

Dal 1995 a tuttora Peter Tatham, analista Junghiano allievo di Lawrece applica in modo continuativo la tecnica del “Social Dreaming” attraverso un “on going group” definito “Social Dreaming Matrix”che si svolge ogni mattina nel corso dei convegni IAAP (International Association for Analythical Psychology), raccogliendo fedelmente gli echi notturni dei congressi.

Ciò che infine caratterizza una matrice è il suo carattere aperto: uno spazio libero ai sogni ed alle associazioni senza tentare di “ingabbiarle” in schemi razionali, ma semplicemente accettandone i messaggi, senza essere spaventati dalla loro ambiguità e dagli enigmi senza risposta che inevitabilmente si attivano… Il Social Dreaming rappresenta infine un importante punto di convergenza e contatto tra il pensiero junghiano e freudiano; esso, nella nostra lettura, offre inoltre materiale per entrare in contatto e rendere ascoltabili quei livelli di funzionamento mentale che si collocano oltre l’individuo, sui confini emotivi e cognitivi che connettono ricorsivamente individuo, gruppo, istituzione e polis.

Perché un Social Dreaming in un convegno Coirag?
Una ricerca promossa dal Centro studi e Ricerche COIRAG, attualmente in corso, e che ha per titolo“Sogno e Istituzione”si propone come obbiettivo di esplorare l’istituzione attraverso la dimensione onirica che costella. Lo strumento della Dreaming Matrix, con variante COIRAG, è parso consono per favorire l’esplorazione di questo campo di lavoro.

Come si svolgerà?
Sabato 19 pv mattina, alle 8.30, i partecipanti si ritroveranno insieme in stanza del convegno prescelta, nella quale le sedie saranno state disposte “a spirale”per il tempo di un ora e un quarto. Questa disposizione, in relazione al suo carattere “aperto” definisce uno spazio differente da quello di un gruppo perché non “circoscritto”, ma aperto nel suo carattere di indeterminatezza… una matrice indifferenziata appunto. Chi lo desiderà potrà portare sogni e brevi associazioni, preferenzialmente sotto forma di immagini. Ai primi sogni potranno seguirne altri…ed altri ancora……in un contesto di ascolto “dell’infinito senza forma….”

Quali modifiche ha proposto il gruppo di ricerca in in questo contesto?
La matrice durerà un’ora. Dopo la “Social Dreaming Matrix”abbiamo aggiunto il termine “playing”, che riguarderà l’ultimo quarto d’ora. In questo spazio i partecipanti saranno invitati a lasciare sull’esperienza svolta frammenti di una loro testimonianza scritta, aperta a libere connessioni sul livello istituzionale: sogni, immagini, associazione contributi per la nostra comune ricerca. I contenuti emersi saranno infatti quelli evocati da questo evento COIRAG, dall’atmosfera e dalle aspettative del convegno e la ricerca potrà coglierne, almeno in parte, coloriture emotive, pensieri subliminali, echi ed immagini.