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  Centro Studi e Ricerche - CSR
Direttore: Dott. Ermete Ronchi
 

 


PROGETTO DI STUDIO E RICERCA
Citizen and Governance in a knowledge based society (EU
a cura di Renato de Polo


PROGETTO
VERSIONE AGOSTO 2004

© CSR – COIRAG

Progetto di studio e ricerca su:
"Citizen and Governance in a knowledge based society (EU)"



Premessa

Una ricerca dell’OMS prevede una forte crescita delle malattie mentali entro il 2020 e, come conseguenza, un costo per la società superiore a quello che comporta la cura di malattie croniche come il diabete.

In particolare la National Agency for Working Conditions segnala per i lavoratori dipendenti di imprese l’aumento del rischio depressivo determinato dallo stato di incertezza nelle prospettive lavorative future. Sono sintomi di un disagio sociale che è ancor più evidente se si osservano fenomeni attuali dove la violenza, come tentativo di soluzione dei problemi, è dominante: guerre, terrorismi, estremismi antigovernativi sono la manifestazione più appariscente. Tanto dominante e appariscente quanto inefficace (la guerra in particolare si rivela uno strumento che non solo non elimina il nemico, ma addirittura tende a rafforzarlo).

Anche il rapporto tra cittadini e governi appare soggetto ad una conflittualità  caratterizzata da una specifica modalità violenta: i governi eletti vengono facilmente incolpati del disagio sociale, eliminati e sostituiti da uno nuovo che va incontro allo stesso destino.

La guerra esterna che propone un nemico da eliminare non si dimostra una soluzione ai problemi internazionali, ma ciò vale anche per la “guerra” interna alle nazioni tra maggioranza e opposizione. L’immagine del “nemico che non si trova” e che quindi non può essere eliminato o che, quando si trova, esplode in frammenti ostili e mortiferi (il corpo frammentato dei kamikaze) può rivelarsi utile per pensare alla violenza sociale ed internazionale in termini nuovi come violenza che distrugge chi la porta con sé. Il nemico da questo punto di vista non può essere trovato fuori dato che è dentro il corpo che la regge.

Se poi osserviamo il quadro risultante da una osservazione complessiva del mondo occidentale post moderno risultano qualità  del tutto opposte ma congruenti con l’ipotesi posta: da un lato gli apparati scientifici tecnologici sembrano dotati della capacità di realizzare qualsiasi scopo in funzione del benessere individuale e sociale, dall’altro appaiono potenzialmente distruttivi dell’ambiente in cui viviamo e scarsamente efficaci nel migliorare la qualità della vita affettiva degli individui, dei gruppi e delle istituzioni.

Le domande

Ci siamo proposti diverse domande. Per esempio:

  • L’apparato mentale dell’individuo post moderno non si è sviluppato sufficientemente per gestire i prodotti tecnologici che produce?
  • È in conflitto con la sua creazione, perché la macchina sfugge al suo creatore?
  • Viene spostato nella dimensione militare un conflitto ancora oscuro che è interno al sistema di sviluppo dell’occidente?

Un dupplice scopo

Intendiamo proporre una ricerca che abbia un duplice scopo:

  • esaminare l’influenza delle trasformazioni sociali sulla vita cognitivo-affettiva degli individui e in particolare sul rapporto tra cittadino e istituzioni;
  • utilizzare questo tipo di ricerca per sviluppare competenze specifiche tra i ricercatori, che permetta loro interventi di tipo psicosociale in diversi contesti.

La ricerca verrà organizzata così che già  contenga ed esprima un modello di intervento utilizzabile nel futuro su gruppi ed istituzioni.

Oggetto della ricerca

Utilizziamo come ipotesi generale, derivante dalla nostra pratica di analisti di gruppo, che il sintomo-spia del disagio sociale e in particolare del rischio depressivo sia attualmente la violenza che, nelle sue diverse forme, si presenta sia sul grande teatro mondiale, che nei piccoli teatri del nostro quotidiano.

Perciò la ricerca si propone di indagare la fenomenologia della violenza sociale ed ha come specifiche finalità:

  • l’individuazione e qualificazione delle conflittualità non risolte che la attivano (la violenza come tentativo di soluzione di conflitti che non possono risolversi con la violenza che li perpetua e li cronicizza);
  • l’individuazione degli ostacoli che impediscono l’apparire di prospettive di soluzione ai conflitti precedentemente esaminati.

I potesi di ricerca e le loro iniziali  evidenze

Evidenze e/o teorie di riferimento
I processi di globalizzazione troppo accelerati minacciano le culture particolari o producono violenti contraccolpi fondamentalisti.
  • Guerre, terrorismo internazionale.
  • Evidenze raccolte nei gruppi di psicodinamica.
  • Evidenze raccolte dai media più diffusi.

La sovrabbondanza di stimoli e di prodotti funzionali allo sviluppo tecnologico provoca una progressiva contrazione degli spazi mentali utili alla rielaborazione dell’esperienza emotiva ed affettiva. Ne deriva difficoltà ad ammortizzare gli aspetti più violenti dell’aggressione di stimoli.

Le nuove psicopatologie: disturbi borderline di personalità

La progressiva diminuzione delle aggregazioni affettive tradizionali (famiglia e gruppi ideologici) non viene compensata da riferimenti altrettanto validi.

Incertezza dei giovani negli orientamenti sociali.

L’accelerazione nella dinamica produrre-distruggere oggetti, idee, assetti sociali, culture minaccia l’identità sia individuale che collettiva e stimola la violenta affermazione di sé.

Consumismo e conformismo gestito da chi prevale nella lotta per il potere mediatico.

La violenza si manifesta con le caratteristiche dell’attacco al pensiero e alla cultura estranea. L’impossibilità di distruzione del pensiero produce sentimenti di impotenza che riattivano violenza o, in alternativa, depressione.

  • Guerra in Afganistan ed Iraq come tentativo di distruzione del pensiero terroristico.
  • Pulizia etnica.
La depressione è determinata da prospettive di incertezza per la propria elementare sopravvivenza.

Costi molto elevati nella realizzazione di ogni progetto di vita. Difficoltà nel trovare lavoro, precarietà, isolamento.

La depressione è l’aspetto nascosto della violenza.

Evidenze nella psicologia gruppale.
Il rapporto tra cittadini e governi nelle società occidentali è caratterizzato da illusione, delusione, eliminazione dei leader deludenti.

La magistratura italiana contro le “mani sporche” dei politici. La destra e la sinistra al potere in successione ciclica. Manifestazioni violente di piazza. Sistematica sconfitta elettorale dei governi in carica.

Aprire spazi mentali e sociali alle “ragioni” della violenza la disattiva.

La violenza si alimenta sull’incapacità di pensare alle sue ragioni.

Basi teoriche della ricerca:

Il modello prevede che sia possibile sviluppare nuove conoscenze attraverso tre momenti topici:

  • a. la raccolta delle conoscenze circa questi fenomeni e delle spiegazioni dei vissuti ad esse connesse;
  • b. la definizione del campo delle alternative di pensiero di cui sono portatori i singoli individui o i gruppi omogenei
  • c. lo sviluppo di un “pensiero nuovo”, emergente dal confronto fra le posizioni e le emozioni differenti e dal superamento degli ostacoli all’apprendimento di una nuova visione comune.

Fasi della Ricerca

Coerentemente con l’impianto sopra descritto, la ricerca si sviluppa in 4 fasi:

  • A)   Raccolta delle conoscenze esistenti attraverso lo studio della bibliografia europea recente.
  • B)   Analisi della rappresentazione attuale della violenza nei media più diffusi e, in particolare:
    1. analisi di contenuto delle prime pagine dei 5 quotidiani a maggiore tiratura degli ultimi 6 mesi (fonte ADS) in Italia e in altre nazioni,
    2. analisi di contenuto dei 5 telegiornali a maggiore audience degli ultimi 6 mesi (fonte AUDITEL) in Italia e in altre nazioni,
    3. analisi di contenuto dei 5 film di maggiore diffusione per numero di spettatori (fonte ...) in Italia e in altre nazioni.
  • C)   Messa a punto, sulla base dei dati raccolti nelle prime due fasi, di questionari a domande chiuse da somministrare a un campione sociodemografico di almeno 1000 persone, stratificato per età, cultura e residenza[1].
  • D)   Attivazione di gruppi di analisi strutturati e coordinati secondo diverse metodologie (v. sotto).

Metodologia di Ricerca

Le metodologie utilizzate sono, fondamentalmente, tre:

  • analisi di contenuto di testi letterari, cinematografici e televisivi,
  • questionari a domande chiuse,
  • analisi psicodinamica di gruppo: gruppo operativo, large group, gruppo di psicodinamica, gruppi di psicodramma.

In particolare, questi gruppi si prestano non solo ad esplorare i vissuti delle persone coinvolte, ma anche ad identificare gli ostacoli allo sviluppo di un nuovo pensiero e di una nuova conoscenza rispetto all’oggetto dell’indagine.

L’identificazione dell’ostacolo all’apprendimento e la sua elaborazione consentono, nelle persone che partecipano a questa fase della ricerca, lo sviluppo di nuovi modelli di pensiero e di gestione della loro stessa violenza: mentre si comprendono i fenomeni sociali indagati, si comprende la propria “parte” in quei fenomeni.

Utilizzo delle conoscenze emerse

 L’effetto sopra descritto rende il modello di ricerca proposto particolarmente utile, non solo per le conoscenze che produce, ma anche per il cambiamento cognitivo ed emotivo che avviene nelle persone che partecipano alla fase D) della ricerca (Analisi psicodinamica di gruppo).

Ciò rende particolarmente utilizzabili non solo i dati emersi, ma anche le metodologie sperimentate: gli operatori sociali formati all’utilizzo del metodo possono essere preziose risorse per intervenire efficacemente nelle situazioni di disagio sociale diffuso. In questo modo le persone coinvolte nella ricerca collaudano metodologie di intervento sociale che potranno utilizzare in altri contesti.

A puro titolo di esempio, citiamo alcuni ambiti di possibile intervento:

  • comprensione ed elaborazione della violenza negli stadi,
  • comprensione ed elaborazione della violenza nelle carceri,
  • comprensione ed elaborazione delle difficoltà scolastiche e/o familiari,
  • comprensione ed elaborazione delle difficoltà organizzative individuali (es. mobbing),
  • comprensione ed elaborazione delle difficoltà organizzative collettive (es alienazione),
  • comprensione ed elaborazione delle fonti della depressione negli anziani e/o nei prepensionati,
  • ecc.

[1] La più precisa definizione del campione e delle sue caratteristiche, così come la struttura del questionario che sarà somministrato saranno definiti a valle delle prime due fasi della ricerca.