The specific aspect of the training model that I intend to underline is its congruence with the basic paradigms of group epistomology, being, the complexity, the complementarity and the supplementation. Paradigms moreover, that have been unanimously verified in studies made among teachers belonging to the different confederated associations. In these studies, one can observe in particular, a constant awareness of the complexity of the object of research which contributes to rendering the pupil/teacher relationship particularly complex also.
There is also a special awareness of the complementarity between the different disciplines and perception of the limitations (in that there is still much to explore), opening up space for further research and the posing of new interrogatives. In particular, the importance of examining our own thoughts on the ethical implications involved in training, being mindful of three important factors: the psychoanalytical functioning of the mind, the social constitution of the individual, and the ceaseless dialectical interaction between individual and group, with all the personal and social set-backs that this involves. We must be ready to recognise the fact that our work in the field of formation also requires a capacity for transformation, since training involves considerable cogitation both for the pupil and his/her teacher. Apart from the importance of instruction in itself, attention is laid on reflection on ourselves as teachers, on the pupils and what is happenning in the training group at conscious and unconscious levels, intra- and interpsychic levels, and lastly on personal and transpersonal levels seen from a synchronic and diachronic point of view.
|
Lo specifico del modello formativo che intendo evidenziare è la sua congruenza con i paradigmi basilari per lepistemologia gruppale quali: la complessità, la complementarità e la supplementazione. Paradigmi che sono stati concretamente inverati nella ricerca fra i docenti delle diverse confedarate: dove costante è la consapevolezza della complessità delloggetto di ricerca che rende particolarmente complessa anche la relazione docente-allievo, della complementarità fra le diverse discipline, del senso del limite e dunque di un quid di inconoscibile che apre lo spazio per nuove ricerche e interrogativi. In particolare la necessità di interrogarsi sulle implicazioni etiche della formazione mantenendo presenti la funzione psicoanalitica della mente, la consapevolezza della costituzione sociale dellindividuo e la continua interazione dialettica fra individuo e gruppo, con tutte le ricadute personali e sociali che questo può comportare.
Questo implica anche la presa di coscienza critica della necessità che nel nostro lavoro formare richiede la capacità di trasformare, perché formare mette in discussione a livello profondo sia il docente che lallievo. Il nostro modo di intendere la formazione dunque, accanto a momenti più squisitamente cognitivi, non potrà prescindere da una riflessione su di sé come docenti, sui discenti e su quanto accade nel gruppo di formazione a diversi livelli: conscio ed inconscio, intra e interpsichico, personale e transpersonale, inteso in senso sincronico e diacronico.
|