L'area di Psicologia clinica e psicopatologia comprende tre insegnamenti che si svolgono in tre anni diversi:
- Psicopatologia generale e clinica (1° anno), dott. A. Basili;
- Psicodiagnostica e colloquio clinico (2° anno), dott.ssa L. Rillosi;
- Clinica psichiatrica con elementi di psicofarmacologia e neurologia (3° anno) dott. A. Giannelli.
Si tratta di tre insegnamenti in cui l'aspetto clinico rappresenta l'elemento unificante. Clinica deriva etimologicamente dal greco: "l'arte relativa a chi giace a letto".
Per estensione, il termine si riferisce a ciò che riguarda "l'insegnamento e l'applicazione della diagnostica e della terapia a letto del malato" (Devoto Oli).
Nel caso di alterazioni psichiche ovviamente il riferimento al letto del malato diventa metaforico e sta a significare che il paziente è presente nella sua totalità di salute e malattia e di mente e corpo; vi è inoltre un richiamo alla conoscenza storicamente acquisita nell'area della patologia specifica da cui non si può prescindere sia per le acquisizioni che nel tempo hanno consentito di progredire nelle conoscenze sia per il bagaglio culturale diffuso nella collettività che influenza più o meno coscientemente i ricercatori e i cultori della materia. Nel caso dei disturbi psichici ciò ha una particolare influenza.
L'insegnamento di psicopatologia generale, articolato in 36 ore, si propone di creare un ponte conoscitivo tra l’inquadramento diagnostico nosografico delle varie forme di alterazione psichica e un modello della mente che attraverso gli apporti della psicoanalisi consenta di operare valutazioni diagnostiche di tipo psicodinamico in funzione di una possibile presa in carico psicoterapica.
L’insegnamento di psicodiagnostica e colloquio clinico, articolato in 24 ore, si propone di fornire agli allievi strumenti operazionali e critici per formulare una diagnosi con particolare riferimento alla relatività del costrutto diagnostico. Non si fa riferimento ad alcuno degli strumenti psicodiagnostici allestiti dalla testistica ritenendo centrale la conoscenza di sé come strumento diagnostico e l'andamento della relazione. Vengono presentati sistemi diagnostici differenti, con brevi riferimenti alle scale di valutazione psicopatologica ed ai test utilizzati per la costruzione delle varie diagnosi. Per la parte relativa il colloquio clinico si propone di formare gli allievi al corretto utilizzo del setting nei vari contesti clinici e alla partecipazione empatica della situazione clinica osservata da un vertice psicodinamico.
L'insegnamento di Clinica Psichiatrica con elementi di psicofarmacologia e neurologia è articolato in due filoni distinti.
- La conoscenza della clinica psichiatrica nel senso di un orientamento "diagnostico" di una situazione clinica che consenta, nell'ambito dei primi approcci, di orientare il terapeuta verso un progetto di cura che miri alla efficacia tenendo conto delle risorse del paziente e delle sue "resistenze" o elementi critici. La valutazione diagnostica in questo senso si rifà sia alla nosografia tradizionalmete intesa e aggiornata alle attuali classificazioni cliniche che alla conoscenza degli aspetti problematici riferiti ad ogni categoria diagnostica e generalmente conosciuti come elementi di riferimento per focalizzare su di essi, almeno a grandi linee, l'attenzione del terapeuta.
- La conoscenza delle attuali classificazioni dei disturbi psichici consente il dialogo scientifico e il confronto di esperienze.
La parte relativa gli elementi di neurologia e psicofarmacologia mira a fornire informazioni di minima sulle basi anatomo fisiologiche e biochimiche del Sistema Nervoso Centrale con particolare riferimento ai sistemi neurotrasmettitoriali per consentire una sufficiente comprensione delle diverse modalità di azione delle principali classi di psicofarmaci.
Una particolare attenzione andrà riservata al significato dell'uso clinico del farmaco sia nella sua specificità di azione che nell'ambito della relazione con i curanti, cioè come oggetto intermedio tra paziente e curante e tra mentale e somatico.
Valutazione
La valutazione del raggiungimento degli obiettivi d’area è valutazione di processo e quindi ricavabile da un sistema di indicatori quali:
- le valutazioni curate dai singoli docenti d’area su item interni ai loro specifici contenuti;
- il confronto con la ricerca attualmente in corso da parte degli allievi dell'istituto di Milano "Questionario di gradimento delle lezioni" e più in generale del "Progetto di ricerca relativo alla formazione degli allievi che frequentano al Sede di Milano".
il confronto conoscitivo ed elaborativo emergente complessivamente in seno al Consiglio Nazionale dei Docenti e delle riunioni dei docenti d’area in occasione di check-up annuali e di Sede.