TRAINING PROFESSIONALIZZANTE
ASVEGRA
RESPONSABILE DEL tRAINING: DR VITO SAVA
Progetto Training ASVEGRA
OBIETTIVO GENERALE
Contributo alla formazione alla professione di psicoterapeuta secondo le matrici teoriche cui l’ASVEGRA fa riferimento:
- orientamento psicoanalitico, con particolare attenzione alla psicoterapia di gruppo e alle dinamiche istituzionali;
- psicopatologia, con particolare attenzione al pensiero fenomenologico.
Durante il corso del quadriennio tali matrici vengono articolate secondo una gradualità che consenta la comprensione del paziente ( compresa una prima ipotesi diagnostica sul versante psicodinamico e psicopatologico del paziente), la presa in carico con riferimento anche alla strutturazione ed alla contestualizzazione del dispositivo di cura, la gestione del percorso terapeutico, la sua conclusione, sia in contesto pubblico che privato.
L’integrazione e l’approfondimento degli insegnamenti teorici dell’Istituto, l’esperienza di tirocinio guidato e anche il percorso analitico personale, consentirà all’allievo di acquisire competenze che gli permettano di leggere e intervenire nelle clinica e nelle altre situazioni, ove è utile lo strumento psicoanalitico e gruppale, come il lavoro d’equipe, la formazione, gli interventi sociali, ecc.
Il percorso quadriennale intende, attraverso i contenuti e le metodologie, offrire una formazione che, analogamente ai percorsi clinici e terapeutici, possa introdurre l’allievo alle varie tappe del trattamento, dalla valutazione iniziale e presa in carico alla separazione e conclusione della terapia.
In tale contesto il primo biennio in particolare è finalizzato ad acquisire competenze e strumenti necessari al lavoro dello psicoterapeuta, nel contesto privato e in quello istituzionale oltre che in situazioni in cui la psicoterapia, il gruppo e la psicoanalisi costituiscono non tanto delle tecniche da usare, ma dei vertici di osservazione.
Il secondo biennio ha lo scopo più preciso di avviare la riflessione e il confronto su quanto appreso, sugli strumenti utilizzati, sul ruolo professionale, sulle possibilità e i limiti, ma anche sulle possibili evoluzioni personali, della professione psicoterapeutica.
STRUMENTI
Lo strumento utilizzato è il piccolo gruppo di lavoro, che confrontandosi con il lavoro svolto da ciascuno individualmente o con gruppi più grandi (colleghi del Training, dell’Istituto, della Coirag), diventa il laboratorio in cui l’esperienza di ciascuno si approfondisce e si consolida.
Per questo nel corso del quadriennio il piccolo gruppo di lavoro può assumere articolazioni diverse, anche al fine di poter diventare strumento per verificare, in maniera guidata, le competenze via acquisite.
Ciascun anno di training presenta la figura di un docente coordinatore, che ha il compito di lavorare perchè gli obiettivi previsti vengano raggiunti e di coordinare gli altri possibili interventi formativi nel corso di sua pertinenza.
Sono previsti anche momenti di discussione, confronto e verifica individuale con i docenti, in particolare con il docente coordinatore di ciascun anno.
Temi di particolare spessore verranno affrontati in incontri che prevedono con la partecipazione di tutti gli allievi del Training, con momenti plenari e altri di gruppo ristretto, o in assetto di gruppo allargato.
Entro il 31 marzo del primo anno ciascun allievo dovrà individuare un docente della Scuola (non può essere il Responsabile di Training o il Direttore) che avrà la funzione di tutor durante il suo percorso formativo. Data la struttura del training è opportuno non sia il docente coordinatore del primo anno. La scelta del tutor può essere rivalutata alla fine del primo biennio. Nel caso di cambio del tutor nel terzo anno è opportuno che il nuovo tutor non sia il docente coordinatore del terzo anno.
A ciascun allievo viene chiesto di certificare almeno due incontri avuti con il proprio tutor nel corso di ciascun anno accademico.
Ciascun tutor non può avere più di dieci allievi.
Il compito del tutor è quello di accompagnare il singolo allievo durante il quadriennio come referente nel raggiungimento degli obiettivi formativi per:
· integrare momenti esperienziali con lo studio e l’apprendimento;
· individuare aree che, nel tirocinio pratico, garantiscano una varietà dell’esperienza cliniche, degli ambiti istituzionali, degli strumenti psicoterapeutici;
· indicare approfondimenti tematici e/o bibliografici, anche riguardo all’elaborato scritto richiesto per la fine del primo biennio e alla tesi di specializzazione (non è opportuno che il tutor sia il relatore dell’elaborato scritto e della tesi di specializzazione);
· confrontarsi sulle possibili difficoltà incontrate.
Il tutor, che fa parte del corpo docente. non ha funzione valutativa rispetto a uno specifico insegnamento; offre il suo contributo in merito all’evoluzione, la completezza e la coerenza nel raggiungimento degli obietti formativi degli allievi che segue.
Un elemento importante nella formazione della scuola è il tirocinio presso le strutture convenzionate. E’ auspicabile che nel corso del quadriennio le esperienze di tirocinio siano piuttosto articolate sia per quanto riguarda la tipologia delle istituzioni che per quanto si tratta delle situazioni e dei casi clinici.
Valutazione
Ogni docente valuterà il percorso effettuato dall’allievo relativamente al suo programma formativo proposto, nel quadro degli obiettivi del Training.
La valutazione, specifica in ciascun insegnamento per ciò che riguarda le modalità (che verranno indicate nel programma di ciascun docente), riguarderà sia la dimensione di lavoro gruppale sia le capacità individuali dell’allievo.
Viene richiesta a ciascun allievo (oltre ai documenti formali dell’ente nelle cui strutture si svolge il tirocinio) una relazione scritta, controfirmata dal tutor del tirocinio, riguardante gli ambiti, i contenuti e le metodologie del tirocinio stesso.
La valutazione finale del Training per ogni singolo allievo sarà frutto della sintesi della valutazione dei vari docenti e sarà espresso in Cinquantesimi conformemente all’Ordinamento ed al Regolamento della Scuola.
Obiettivi del I° anno
- Introdurre gli allievi alla percezione e valutazione delle proprie aspettative in relazione al lavoro psicoterapico in generale e successivamente rispetto a situazioni particolari.
- Acquisire e utilizzare strumenti di lettura, di valutazione e di diagnosi delle situazioni critiche e delle patologie individuali, gruppali, istituzionale.
- Individuare i percorsi più idonei, tenuto conto delle risorse disponibili, per intervenire in tali situazioni.
- Ipotizzare, proporre, motivare e avviare un intervento in istituzione o una presa in carico del paziente, avendo presenti le possibili evoluzioni delle crisi o della patologia (prognosi).
- Individuare il senso degli interventi in contesti non immediatamente clinici e terapeutici rispetto all’acquisizione, personale e istituzionale, di una funzione terapeutica.
Strumenti
- Nella fase iniziale si cercherà di favorire la costituzione del piccolo gruppo sviluppando gli aspetti della coesione, vicinanza, condivisione, per favorire i processi di comunicazione, di sviluppo della curiosità e l’apprezzamento del lavoro altrui.
- In un momento successivo attraverso la lettura, svolta individualmente, di alcuni testi indicati si avvia in gruppo una discussione comune che consenta di elaborare e fare proprie modalità di approccio, comprensione, valutazione relativamente ad alcuni temi quali: la storia del paziente, i famigliari, il primo colloquio, la valutazione diagnostica, i colloqui successivi, l’impostazione di un progetto di trattamento.
- Vengono proposte in gruppo, a turno da un allievo, alcune situazioni cliniche, attraverso il materiale dei colloqui, i protocolli testistici, come il Rorschach, e vengono rielaborati aspetti inerenti la raccolta di tale materiale, le modalità della sua organizzazione, la conduzione del colloquio e il contesto istituzionale.
- Si favorisce il confronto personale con interrogativi collegati all’esperienza professionale (per esempio attraverso il giuoco dei ruoli realizzato con tecniche psicodrammatiche).
Obiettivi del II° anno
- Avviare un trattamento individuale o gruppale, tenuto conto delle indicazioni relative la situazione dell’utente o del paziente e degli strumenti disponibili, mantenendo un vertice analitico, gruppale e istituzionale.
- Saper valutare e utilizzare gli elementi evolutivi delle relazioni e gli elementi transferali e controtransferali individuali, gruppali e istituzionali.
- Ipotizzare interventi a latere il trattamento psicoterapeutico utilizzando le potenzialità del gruppo di lavoro (equipe).
- Conoscere e intervenire nelle varie fasi con gli strumenti propri della tecnica della psicoterapia analitica individuale e gruppale.
Strumenti
- Tenuto conto che il gruppo ha già lavorato per un anno si cercherà di favorire la comunicazione e lo scambio di esperienze professionali, con particolare attenzione ad alcuni aspetti dello stile personale, alla possibilità di pensare le situazioni da prospettive diverse.
- Attraverso la lettura, svolta individualmente, di alcuni testi indicati si avvia in gruppo una discussione comune che consenta di elaborare, confrontare modalità di approccio, comprensione, valutazione relativamente ad alcuni temi quali: l’identificazione, l’alleanza terapeutica, il narcisismo, la funzione simbolica, ecc
- Infine vengono proposte in gruppo, a turno da un allievo, delle situazioni cliniche e rielaborati aspetti inerenti le diverse fasi del trattamento, individuale o gruppale, gli obiettivi e i tempi del trattamento
- Si favorisce il confronto personale con interrogativi collegati all’esperienza professionale (per esempio attraverso il giuoco dei ruoli realizzato con tecniche psicodrammatiche
Obiettivi del III° anno
- Saper individuare e trattare i nodi critici o i momenti di empasse che si verificano durante un trattamento, tenuto conto degli elementi interni la relazione terapeutica.
- Individuare, leggere e intervenire sui fattori esterni la relazione (familiari, amici, contesto sociale, lavorativo, ludico), con particolare attenzione ai pazienti più gravi.
- Essere in grado di valutare diversi modelli teorici e/o tecnici di intervento, di sceglierli e adeguarli secondo le situazioni del paziente e gli strumenti disponibili.
- Progettare interventi psicoterapeutici con utenza specifica, come gli adolescenti, le famiglie, ecc… e in contesti non strettamente clinici, come strutture per minori, carceri, ecc.
Strumenti
- Utilizzo del gruppo come strumenti interattivo centrato sul compito (come il gruppo operativo o il gioco di ruoli).
- Lettura, commento e approfondimento, individuale e in gruppo, di alcuni testi classici, come Foulkes, Bion, Jaques, Resnik, Kaes, Correale, ecc.
- Ricerca di esperienze sul campo relativamente ai temi proposti e ipotesi di progettazione di interventi.
- Supervisione clinica e tecnica sui casi e sui contesti.
Obiettivi del IV° anno
- Apprendere gli strumenti e le tecniche legate alle fasi conclusive del trattamento, alla separazione, al possibile invio ad altri per specifiche problematiche.
- Rivisitare l’immagine di psicoterapeuta, il suo ruolo e gli stili personali, tenendo presente la dialettica identità personale/identità professionale e gli elementi controtransferali.
- Individuare matrici teoriche e strumenti per la valutazione del trattamento e degli interventi
- Ipotizzare possibili percorsi professionali ove quanto acquisito durante la formazione possa maturare e gradualmente diventare occasione di formazione per altri.
Strumenti
- Utilizzo del gruppo come strumenti interattivo centrato sul compito (come il gruppo operativo o il gioco di ruoli).
- Lettura, commento e approfondimento, individuale e in gruppo, di alcuni testi classici, come Foulkes, Bion, Jaques, Resnik, Kaes, Correale, ecc.
- Costruzione di ipotesi e strumenti atti alla valutazione del trattamento e degli interventi psicoterapeutici
- Supervisione clinica e tecnica sui casi e sui contesti.
- Conduzione di gruppi, con compiti di confronto e elaborazione di tematiche, con colleghi degli altri anni e restituzione dell’esperienza nel gruppo allargato.
TABELLA RIASSUNTIVA (INTEGRATI DELLA TABELLA PROPOSTA DALLA SEDE) DELLE SCADENZE PER GLI STUDENTI DEL TRAING ASVEGRA
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TRAINING ASVEGRA
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1° Anno
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2° Anno
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3° Anno
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4° Anno
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31 marzo 2007
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Individuazione del tutor (docente di riferimento del training) e comunicazione al Responsabile di Training
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Conferma del tutor(docente di riferimento del training) e comunicazione al Responsabile di Training
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Conferma del tutor(docente di riferimento del training) e comunicazione al Responsabile di Training
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Conferma del tutor(docente di riferimento del training) e comunicazione al Responsabile di Training
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Programma didattico del I Anno
Coordinatore A. Dallaporta
La relazione terapeutica:
accoglimento e valutazione clinica
ORE 48
Obiettivi
Acquisire e utilizzare strumenti di lettura, di valutazione e di diagnosi delle situazioni critiche e delle patologie individuali, gruppali e istituzionali.
Introdurre gli allievi alla percezione e valutazione delle proprie aspettative, delle proprie emozioni in relazione al lavoro psicoterapico in generale e successivamente rispetto a situazioni particolari.
Programma
- Nella fase iniziale si cercherà di favorire la costituzione del piccolo gruppo "classe" sviluppando gli aspetti di coesione, vicinanza, condivisione, affinché possano essere favoriti i processi di comunicazione lineare e autentica, di sviluppo della curiosità e lo apprezzamento del lavoro altrui.
- Successivamente attraverso la lettura, svolta individualmente, al di fuori dal gruppo, di alcuni testi indicati si avvia in gruppo una discussione comune che consenta di elaborare e fare proprie modalità di approccio e valutazione relativamente ai seguenti temi: la storia del paziente, i familiari del paziente, il primo colloquio, la valutazione diagnostica, i colloqui successivi, la formazione di un progetto di trattamento.
- La rielaborazione nel gruppo "classe di materiale clinico proposto da un allievo consentirà di avvicinare l'esperienza professionale con una valutazione congiunta delle modalità più appropriate sia nella raccolta del materiale che nella conduzione della relazione.
- Affiancano e si integrano in questo percorso i seminari tematizzati tenuti dai colleghi:
Dr.Cattani Requisiti, stile aspetti materiali del " mestiere dello psicoterapeuta"
Modelli di relazione terapeuta-paziente
Tecnica del colloquio
Dr. Sava Tecniche psicodiagnostiche con particolare riferimento al test proiettivo di Rorschac.
Testi di riferimento
J. Bergeret et all., Psicologia Patologica, Masson, Cap. 4° Colloquio con il paziente
E. Gilliéron, Manuale di psicoterapia analitica breve, Ed. Universitarie Romane, Cap. 7°, 8°
E. Gilliéron, Il primo colloquio in psicoterapia, Borla, 2003
E. Levis (a cura di), Forme di vita e di conoscenza,Boringhieri, Cap. 11
P. De Mare, L. Kreeger, Introduzione ai trattamenti di gruppo in psichiatria, Piccin
J.Puget et all, Il gruppo e le sue configurazioni, Borla, Cap. 1°, 5°
G. Refolo, Psichiatria prossima, Boringhieri 2001
G. Martini, Ermeneutica e narrazione, Boringhieri ,1998, Cap.11
P.C. Racamier, Verso una concettualizzazione della socioterapia ossia della cura istituzionale delle psicosi, Minerva Psichiatrica Psicologica, 1970
Competenze attese
Acquisizione da parte degli allievi di capacità di valutare e inquadrare situazioni cliniche prospettando ipotesi di intervento terapeutico.
Valutazione
Verrà fatta contestualmente allo svolgimento dei seminari; il percorso formativo verrà valutato in base allo sviluppo di capacità di fare proprio il materiale tratto dai testi proposti, di presentare adeguatamente materiale clinico frutto di osservazione di riflessione e di percezione delle proprie risposte emotive.
Programma didattico del II Anno
Coordiatore S. Fava
La cura: il trattamento psicoterapico
ad indirizzo psicoanalitico individuale e di gruppo.
Il vertice psicoterapico del trattamento multifocale
ORE 48
Gli inizi
Il lavoro di quest’anno rappresenterà una continuazione di quello del primo dove si era centrata l’attenzione sul formarsi del dispositivo di presa in carico nelle sue componenti consce ed inconsce. Lavoreremo cioè sulla prima fase del trattamento dopo che è già stato avviato un progetto terapeutico e dopo che è stato messo in essere un dispositivo di presa in carico.
I punti preferenziali d’osservazione saranno il vertice gruppoanalitico e quello istituzionale. Anche quest’anno si focalizzerà l’attenzione sull’interazione tra paziente, terapeuta ed istituzione curante all’incrocio tra modelli psicoterapici ed i momenti organizzativi e personali nelle loro dimensioni palesi ed inconsce.
Il primo periodo del trattamento ci permetterà di confrontare il dispositivo ed il progetto iniziale con lo svolgersi della cura. Vedremo l’utilità di una continua rielaborazione e complessificazione degli scenari che s’incrocia coll’esigenza di un filone che rappresenti una continuità. In questo senso la stessa diagnosi rappresenta uno strumento vivo ed evolutivo che continuamente si costruisce e si decostruisce in progress.
Si continuerà la ricerca sugli aspetti formali dell’intervento del terapeuta.
Obiettivi
- Sviluppare la capacità di cogliere l’interconnessione tra aspetti esterni (modelli teorici, modelli organizzativi, tipologia psicopatologica..) ed aspetti interni (nodi collusivi, zone silenti, difese inconsce..) che stanno alla base d’ogni trattamento psicoterapico. Questo significa anche un addestramento a valutare gli elementi transferali, gruppali ed istituzionali del trattamento.
- Sviluppare la capacità di rivedere continuamente gli scenari della cura e trovare aspetti di continuità nella dispersione.
- Valutare la differenza nell’intervento del terapeuta tra aspetti formali e contenutistici.
- Addestrare a pensare aspetti valutativi sul singolo intervento.
Metodologia
Gli allievi a turno porteranno un caso in setting individuale o in setting gruppale sul quale cui sviluppare il discorso da punti di vista diversi.
Un allievo a turno fungerà da recorder e la volta successiva proporrà in gruppo una sintesi degli elementi che avrà ritenuto più significativi.
Due allievi a turno redigeranno una classificazione degli interventi del collega che porta il caso registrandone solo l’aspetto formale.
A partire dalla clinica si faranno estrapolazioni teoriche e collegamenti con quanto appreso negli Insegnamenti Teorici.
Bibliografia
All’inizio del corso sarà distribuita e commentata un’ampia bibliografia con riferimento al vertice istituzionale e gruppoanalitico (Klein, Bleger, Jaques, Kaes, Fornari, Correale, Foulkes, Gaburri, Di Chiara) ed all’approccio diagnostico (Jaspers, Mc Williams).
Sarà fornita anche la bibliografia del docente. Gli allievi dovranno conoscere alla fine del corso alcuni articoli suggeriti dal docente all’inizio ed altri che potranno essere utili a seguito dei casi clinici presentati.
Alla bibliografia suggerita gli allievi potranno contribuire con altre letture da loro effettuate e ritenute utili.
Valutazione
Durante i seminari sarà tenuta in considerazione la capacità di descrivere, comprendere e problematizzare i problemi che si pongono in essere oltre alla maturazione delle conoscenze teoriche proposte o comunque acquisite dall’allievo.
Durante l’anno ogni allievo dovrà portare un elaborato scritto su di un caso a sua scelta che sarà successivamente discusso in gruppo.
Alla fine dell’anno sarà effettuato un colloquio finale di valutazione dove sarà ripreso anche il caso portato in gruppo con particolare riguardo all’evoluzione.
I II Anno
M. G. Cattani
FONDAMENTI DEL LAVORO PSICOTERAPEUTICO
I ANNO ORE 24
II ANNO ORE 24
I ANNO
Obiettivi e metodi
Allo scopo di introdurre gli allievi ad uno degli obiettivi del training “introdurre gli allievi alla percezione e valutazione delle proprie aspettative in relazione al lavoro psicoterapeutico..”
Propongo:
- Accoglimento di pazienti al primo colloquio.
- Gli allievi sono invitati a drammatizzare i primi momenti di accoglimento in setting diversi di un paziente, di una coppia o una famiglia.
- Uso di video camera.
- visione di ciò che è stato registrato.
- Discussione guidata in gruppo di ciò che si è registrato in modo che gli allievi possano vedere le discrepanze fra quello che un allievo pensa di aver fatto e quello che vede registrato. Questa è una modalità che aiuta gli allievi fare una iniziale esperienza della Psicoterapia come relazione interpersonale, in cui lo strumento più importante e proprio la personalità del Terapeuta. Ritengo importante che l’allievo inizi a prendere in considerazione in che modo conciliare la propria individualità e il suo stile terapeutico.
Valutazione
Per verificare l’apprendimento all’allievo viene chiesto un elaborato in cui trascrivere l’esperienza fatta di drammatizzazione e di visione della stessa nel video.
La valutazione finale terrà anche conto della capacità di partecipare alla discussione e alla capacità di mettersi in gioco.
Bibliografia
N. Mc Williams, Psicoterapia psiconalitica, Cortina
F.F. Reichmann, Principi di psicoterapia, Feltrinelli
W.Flegenheimer, Psicoterapia breve, Cortina
P. Casement, Apprendere dal paziente, Cortina
R. Schafer, L’atteggiamento analitico, Feltrinelli
L.Luborsky, Principi di psicoterapia psicoanalitica, Boringhieri
G. Pontiggia, Nati due volte, Mondadori
Indicazioni bibliografiche verranno suggerite anche in base anche agli stimoli che di volta in volta emergeranno nel corso dell’insegnamento .
II ANNO
Obiettivi e metodi
Propongo approfondire e dialogare con gli allievi sui principali fattori terapeutici nella psicoterapia e quindi anche di ciò che s’intende per errore terapeutico e ciò che ciascuno percepisce come errore (errori onesti o per manipolare il paziente) distinguendolo anche per es. da malpractice.
Non esiste un modo “giusto “ di fare terapia esistono modi più o meno efficaci , un difficile e complesso equilibrio fra bilanci e contrappesi e regole che il terapeuta apprende anche sbagliando. A tale scopo gli allievi sono invitati a parlare in gruppo di una loro personale esperienza che ritengono erronea .
Valutazione
Verrà chiesta la stesura scritta del racconto fatto in classe e valutata la capacità di riuscire ad esporsi e tenere conto del contributo della discussione svolta in classe.
Bibliografia
D.M.Orange, Intersoggettività e lavoro clinico, Cortina
P.Pancheri, Errori terapeutici in psichiatria, Scientific Press
A.Giannakoulas, Il counseling psicodinamico, Borla
G.Berti Ceroni (a cura di), Come cura la psicanalisi, FrancoAngeli
Indicazioni bibliografiche verranno anche suggerite durante il corso come approfondimento di temi emersi.
I - II Anno
V. Sava
valutazione psicodiagnostica E PSICOTERAPIA.
METODI E STRUMENTI
ORE 24 I anno
ORE 24 II anno
Obiettivi
Scopo del corso è approfondire alcune tematiche relative alla valutazione psicodiagnostica attraverso gli strumenti testistici, in particolare il Rorschach.
Si vuole focalizzare in particolare l’utilità del proiettivo quale oggetto nel primo contatto con i pazienti. Il test, e il Roschach in particolare, infatti può inserire ulteriori elementi di dialogo tra terapeuta e paziente, soprattutto quando la valutazione clinica riguarda anche trovare e significare le motivazioni al trattamento e quindi progettare il percorso psicoterapeutico.
Particolare attenzione verrà data all’utilizzo Rorschach come strumento di valutazione della psicoterapia, sia in termini di processo che di risultato.
Programma
I anno
1. Concetti generali
1.1. Diagnostica e situazione relazionale
1.2. Strumenti per la diagnosi
2. Il proiettivo Rorschach
2.1. Oggetto mediatore
2.2. Percezione/proiezione
2.3. Situazione proiettiva e fenomeni transferali
3. Somministrazione e interpretazione
3.1. Tecniche di somministrazione
3.2. Valutazione e siglatura delle risposte
3.3. Valore diagnostico delle diverse categorie di risposta
3.4. L'organizzazione dei dati e la formulazione delle ipotesi
3.5. I vari livelli di interpretazione
3.6. Le ipotesi diagnostiche
4. Il Referto clinico
4.1. I diversi contesti valutativi
4.2. La stesura della relazione
4.3. La restituzione al paziente
II anno
1. L’approccio psicoanalitico
1.1. Contenuto latente, contenuto manifesto
1.2. I meccanismi di difesa
1.3. Relazioni oggettuali
2. Il “teatro” fenomenologico
2.1 Il Rorschach come narrazione
2.2. La relazione con sè, con gli altri e con il mondo
2.3. Originalità e banalità
2.4. Autenticità e confabulazione
3. Il Rorschach in psicopatologia
3.1 Il teatro delle nevrosi
3.2 Riflessi del narcisismo
3.3. Il deserto della psicosi
4. Rorschach e psicoterapia
4.1. Diagnosi, indicazioni, motivazione
4.2. Proposta del percorso terapeutico
4.3. Valutazione del processo e degli esiti
Metodologia
Il programma verrà svolto prevalentemente attraverso il lavoro di gruppo, attraverso l’analisi e l’interpretazione di alcuni protocolli proposti dal docente o dagli allievi stessi, con alcuni contributi teorici e indicazioni di letture da parte del docente.
Una parte degli incontri del primo anno saranno dedicati all’apprendimento degli aspetti più importanti della siglatura (docente: Dott. L. Bruno).
Competenze attese
Durante il primo anno, attraverso la presentazione dei protocolli e delle situazioni cliniche commesse, la loro rielaborazione in gruppo gli allievi dovranno essere in grado di somministrare, trascrivere, siglare, leggere e interpretare adeguatamente i protocolli e di formulare un’ipotesi diagnostica. Verrà richiesto anche di formulare una prima relazione del protocollo e di ipotizzarene la restituzione al paziente.
Nel secondo anno gli allievi dovranno essere in grado, tenuto conto in particolare degli apporti psicoanalitici e fenomenologici, di comprendere i segni psicopatologrilevati dal test Rorschach, di trascriverne una relazione, integrandola con i dati clinici (tenendo conto anche dei destinatari della medesima) e di proporre una restituzione al paziente, anche in vista di possibili proposte di trattamento e/o di psicoterapia.
Valutazione
Ai fini della valutazione verrà richiesto a ciascun allievo un breve elaborato scritto su un Rorschach presentato durante le lezioni oppure nel tirocinio.
Si terrà conto anche della presenza, della partecipazione e dei contributi durante le lezioni.
SEMINARI
I II Anno
PSICODRAMMA
Psicodramma analitico
Psicodramma junghiano
Agli allievi del Training Asvegra, come negli anni precedenti, viene data l’opportunità di sperimentarsi anche in incontri seminariali condotti secondo alcune tecniche psicodrammatiche. La loro funzione è anche di riprendere alcuni strumenti teorici e metodologie di altre consociate Coirag e sperimentate vdurante i work-shop nazionali.
I seminari si svolgeranno per tutti gli allievi del primo biennio.
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I anno
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ore 8
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Prof. R. Pani
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I anno - II anno
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ore 8
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Prof. C. REllini
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I anno - II anno
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ore 8
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Prof. V. Druetta
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Prof. R. Pani
Programma e metodologia
Storia dello psicodramma psicoanalitico nell'adulto, approffondendo sia il punto di vista epistemologico che quello del significato della teoria della tecnica.
Laboratori di gruppo per discussione e esemplificazione con il role-playing.
Riferimenti bibliografici verranno indicati dal docente durante l’incontro.
Prof. C. REllini
Programma e metodologia
Spiegazione del gioco psicodrammatico nella sua funzione di soggettivazione
Discussione di un caso nei suoi momenti di snodo
Avvio di uno scambio con gli allievi, anche introducendo il gioco di ruolo
Riferimenti bibliografici verranno indicati dal docente durante l’incontro.
Prof. V. Druetta
LA RICERCA TRANSGENERAZIONALE CON LO PSICODRAMMA.
DAL TRANSGENERAZIONALE AL TRANSPERSONALE NELLA PRATICA TERAPEUTICA
Obiettivi
Il seminario si propone di approfondire, i concetti di inconscio collettivo, di co-inconscio gruppale e familiare e di co-conscio gruppale e familiare , attraverso la riflessione sui passaggi di alcuni temi e immagini tra le generazioni , la ricerca di possibilità di avviare un distacco emotivo dai loro aspetti impersonali e collettivi per sviluppare le potenzialità creative e simboliche in esse contenute.
Il seminario si propone inoltre di identificare alcune situazioni professionali in cui l’intervento transgenerazionale può sostenere la costruzione e la conduzione di processi terapeutici.
Contenuti
Rimemorazione e risignificazione dei miti familiari attraverso la ricostruzione transgenerazionale della metafora junghiana dell’anima.
Lo sviluppo dell’anima tra affermatività e dedizione, tra attrazione e repulsione nelle storie individuali e collettive
Riflessione sulle forme del “femminile” nella relazione terapeutica.
Riflessione sul “femminile”, inteso come categoria psichica che risponde alla tensione tra funzione sentimento e funzione pensiero ,e su alcune sue forme che fanno evolvere gli aspetti seduttivi, o le rigidità di contenimento della relazione terapeutica.
Metodo
1) Proposizione di stimoli teorici.
2) Approfondimento degli stessi attraverso un workshop di psicodramma analitico ad orientamento iunghiano.
Valutazione
Alla fine della giornata possibile presentazione di una scheda anonima in cui viene chiesto agli allievi
a) se i contenuti proposti sono stati pertinenti al loro percorso formativo ,
b) se hanno contribuito a stimolare domande e aspetti critici, e quali,
c) che cosa hanno sentito carente nella giornata seminariale
Indicazioni bibliografiche
Hillman J., Senex e puer ,Marsilio,Padova 1973
Hillman J., Anima, Adelphi, Milano 1989
Jung C. G., “L'io e l'inconscio”, in Opere, vol:VII, Boringhieri, Torino 1993
Druetta V., "Donne manager", in; Gruppi, 3, 2001, FrancoAngeli, Milano
Druetta V., Il sogno del femminile, il femminile del sogno, FrancoAngeli,Milano 2001
Corbin H., Mundus imaginalis or the imaginary and the imaginal, Spring,1972
A.Schutzenberger, La sindrome degli antenati ,Di Renzo, 2004
Programma didattico del III Anno
Coordinatore E. STENICO
PERCORSI FORMATIVI NELLA RELAZIONE TERAPEUTICA
IDENTITA’ E RUOLI NEL LORO DIVENIRE
ORE 48
Obiettivi e metodo
Il percorso si articolerà in dodici incontri di 4 ore ciascuno condotti con modalità gruppale di discussione-formazione-rielaborazione interattiva.
Ogni incontro si articolerà in tre momenti:
· presentazione di un elaborato personale su un saggio, articolo, brano letterario da parte di un allievo
· una riflessione tematica da parte del conduttore con discussione di gruppo
· presentazione di una situazione di consulenza clinica individuale o di un gruppo in fase progettuale o di esordio da parte di un allievo con discussione di gruppo e utilizzo del role-playing.
Obbiettivo del corso è fare un bilancio dell’evoluzione delle aspettative e della motivazione personali e di come esse vadano prendendo corpo nella crescita del singolo allievo e del gruppo lungo i binari dell’antinomia identità personale-identità professionale.
Tale obbiettivo verrà ricercato attraverso i seguenti percorsi:
· Dalla consulenza alla diagnosi di psicopatologica e di funzionamento mentale, al progetto terapeutico
· La modulazione della distanza e la “maschera” terapeutica
· Star bene nel “gruppo con compito”: dalla consapevolezza alla creatività simbolopoietica, alla condivisione con i pari e col conduttore-docente.
· Le peculiarità del gruppo di lavoro sul tema e del gruppo di formazione
La modalità di lavoro sarà essenzialmente centrata sul gruppo interattivo stimolato dai contributi su esposti. Esso rappresenta altresì un laboratorio vivenziale sulle dinamiche gruppali, le personali capacità di “gioco” e scena della processualità psicodinamiche affrontate.
Valutazione
Verrà richiesto un breve elaborato a tema nel corso dell’anno.
Gli allievi potranno rivolgersi al docente-coordinatore per approfondimenti e indicazioni.
Bibliografia consigliata
· R. Kaes: “L’apparato pluripsichico. Costruzione del Gruppo”
Ed. Armando Roma, 1983
· R. Kaes: “L’Istituzione e le Istituzioni. Studi psicoanalitici”
Ed. Borla Roma, 1991
· R. Menarini, C. Pontalti: “Seduzione Suggestione in Psicoterapia Familiare”
Relazione al Congresso “Sublimazione, Seduzione, Suggestione”
Roma1991
· R. Menarini, C. Pontalti: “Patologia e Campo Gruppale”
In Pauletta D’Anna (a cura di) “Modelli psicoanalitici del Gruppo”
Ed. Guerini Milano, 1990
· A. Costantini: “Psicoterapia di Gruppo a Tempo Limitato”
Ed. McGraw-Hill Milano, 2000
· S. Resnik: “Il Teatro del Sogno”
Ed. Bollati-Boringhieri Torino, 1982
· S. Resnik: “Spazio Mentale”
Ed. Bollati-Boringhieri Torino, 1990
· E. Gillieron: “Trattato di psicoterapie brevi”
Ed. Borla Roma, 1998
· F. Di Maria, G. LoVerso: ”La Psicodinamica dei Gruppi”
Ed. Cortina Milano, 1995
· G. Lo Verso: “Le Relazioni soggettuali”
Ed Bollati-Boringhieri Torino, 1994
· D. Lopez: “Dalla depressione al sorgere della persona”
Ed. R. Cortina Milano, 1990
· F. Vanni, M. Sacchi: “Gruppi e Identità”
Ed. Cortina Milano, 1992
· D. Napolitani: “Individualità e Gruppalità”
Ed. Bollati-Boringhieri Torino, 1987
· L. Pagliarani: “Il Coraggio di Venere”
Ed. Cortina Milano, 1985
· S.H. Foulkes: “La Terapia di Gruppo Analitica. Metodi e Principi”
Ed. Astrolabio Roma, 1976
· F. Pessoa: “Una sola moltitudine” …
Ed. Adelphi Milano, 1984
· A. Gargani: “Il Filtro creativo”
Ed. Laterza Roma, 1999
· D. Anzieu: “L’Io-pelle”
Ed. Borla Roma, 1994
· D.W. Winnicott: “Gioco e realtà”
Ed. Armando Roma, 1974
Programma didattico del IV Anno
Coordinatore L. Giannini
LA FINE DELLA CURA NELLA RELAZIONE TERAPEUTICA
ORE 48
Obiettivi e metodo
Si affronteranno le problematiche connesse alla conclusione del trattamento sia individuale, che di gruppo.
Particolare attenzione verrà rivolta alle sollecitazioni emotive che le fasi conclusive evocano nel paziente (o nel gruppo) e nel terapeuta. Ad integrazione degli elementi forniti dalle docenze “centrali” si cercherà di osservare anche le influenze che i fattori “esterni” producono durante e alla fine del percorso, specie quando esso si svolga all’interno di istituzioni.
Il metodo di lavoro sarà quello del gruppo operativo ed, ove possibile, del role-playing.
Obiettivi del corso saranno fornire elementi per una valutazione-bilancio della terapia e della relazione terapeutica, nonché della “crescita” professionale che potrebbe esserne derivata.
In continuità col programma dell’anno precedente si discuterà anche delle acquisizioni alla fine del percorso formativo presso la nostra Scuola e di cosa questa conclusione comporta al livello dei “movimenti verso” l’identità professionale.
Valutazione
La valutazione si baserà sugli interventi e le letture portate a lezione e su un elaborato finale.
Bibliografia
Freud S. (1937), Analisi terminabile ed interminabile, O.S.F. Vol. 11, Bollati Boringhieri, Torino.
Sandler J.(1991), Studi critici su Analisi terminabile e interminabile, Raffaello Cortina, Milano
Fava S. et al. (1986), La fine della cura, Psich. Gen. E Dell’Età Evol. XXIV.
Fava S. (1987), Ulteriori riflessioni su la fine della cura, Psich. Gen e Dell’ Età Ev. XXV
AA. VV., Termination in Group Therapy, Numero monografico dell’International Journal of Group Psycoterapy 46, 1, 1996.
Furlan P. M. (a cura di) (1996), La conclusione della psicoterapia, Centro Scientifico Editore, Torino.
Altre letture saranno frutto di ricerche concordate tra docente e allievi.
III - IV Anno
D. Oglethorpe Mignani
Psicoterapia gruppoanalitica
ORE 28
Obiettivi e metodo
Nel terzo e quarto anno della scuola COIRAG, sede ASVEGRA, Padova, abbiamo l’opportunità di approfondire la conoscenza della psicoterapia di gruppo, seguendo la scuola teorica di Foulkes ed altri autori della scuola Inglese focalizzando sulle dinamiche del gruppo mediano e allargato, e la Comunità Terapeutica (modello Maxwell Jones), e sul ruolo del conduttore di gruppo.
Lo scopo di questa esperienza, realizzata sempre nel contesto formativo, è di una preparazione professionale per la conduzione di gruppi.
Ogni incontro di 4 ore sarà diviso in due parti, la parte ‘esperienziale’ e l’altra una discussione teorica basata sul lettura di testi, alternandola con discussioni sulle esperienze cliniche di gruppo degli allievi medesimi. Lo scopo è quello di creare una situazione favorevole ad un’integrazione fra la teoria e l’aspetto clinico del training.
In ogni incontro la prima parte ‘esperienziale’, della durata di un ora e mezzo, sarà senza tema o compito predefinito a parte quello di vivere l’esperienza attuale, riflettere su questa e comunicare con gli altri membri del gruppo.
L’obiettivo per gli allievi è quello di capire come funziona direttamente e in maniera esperienziale un gruppo analitico (nel contesto formativo), cioè di vivere le dinamiche, affrontare le difficoltà inerenti a un gruppo di questo tipo e sviluppare le proprie capacità comunicative in una maniera sempre più ampia.
Coglieremo l’opportunità di esaminare l’applicazione della teoria d’un gruppoanalitico ‘classico’ con la situazione condivise tra di noi nel qui ed ora, e le situazioni che gli allievi affrontano nel loro lavoro quotidiano, in altre parole con gruppi di pazienti con malattie mentali gravi, gruppi d’adolescenti, gruppi in comunità ecc.
Bibliografia
1) “Il Gruppo intermedio e la psiche” - Patrick DeMarè in “La Psiche e Il Mondo Sociale”, a cura di Brown e Zinkin, pp. 209-217
2) “Il Gruppo Allargato” ‘Introduzione’ Lionel Kreeger, in “Il Gruppo Allargato” ed. Armando, pp. 13-29
3) “Alcuni Aspetti Psicodinamici dei Gruppi Allargati” Thomas Main, in “Il Gruppo Allargato” ed. Armando pp. 59-84
4) “Le Comunità Terapeutiche”, nel “Fogli di informazione” 204
5) “Il Conduttore in Azione”, in “La Psicoterapia Gruppoanalitica, Metodo e Principi”, S.H. Foulkes, cap. 6
6) ”‘Il Conduttore come Persona e la sua Preparazione” in “La Psicoterapia, Metodo e Principi” di S.H Foulkes cap. 7.
Valutazione
Nella valutazione delle competenze considero i seguenti fattori:
1) Valuto la partecipazione nel gruppo con la presenza e con la parola, e lo sforzo di coinvolgersi nel lavoro di gruppo, emotivamente e intellettualmente.
2) Il gruppo offre un esperienza complessa ed a volte conflittuale agli allievi. Valuto il loro tentativo di affrontare le difficoltà di comunicare nel gruppo, non la qualità di partecipazione, ne la quantità.
3) Valuto il cambiamento nel tempo, per esempio, un aumento di flessibilità nella comunicazione, un aumento nella capacità di contenere l’inevitabile frustrazione ed una crescita della capacità di integrare l’identità professionale con quella di una persona con normale problemi di vita.
4) Valuto l’interesse dell’allievo nella parte teorica del corso, il suo interesse ed impegno nella preparazione e nella discussione sul soggetto nel gruppo.
III - IV Anno
Proff. M. De Mari, E. Ferruzza; M. Freschi; L. Zanin
Il trattamento terapeutico:
supervisione clinica e tecnica
ORE 32
Nel corso della supervisione di casi clinici in psicoterapia, vengono elaborati i seguenti aspetti del trattamento:
§ Il primo contatto: reazione del terapeuta alle modalità dell'invio e alla richiesta del paziente.
§ I primi colloqui: il clima, le comunicazioni non verbali, le difese, la “diagnosi psicoanalitica”: analizzabilità ed accessibilità.
§ Problematiche dei pazienti “condivisi” con lo psichiatra.
§ La presa in carico e l’alleanza terapeutica. Il “contratto” psicoterapeutico: orario, frequenza, onorario, vacanze.
§ Situazioni problematiche di setting: pagamento delle sedute mancate, spostamento delle sedute, etc..
§ Le sedute e il processo terapeutico.
§ Comunicazioni verbali e non verbali del paziente e del terapeuta.
§ Libere associazioni e sogni.
§ La regressione.
§ Charificazioni e interpretazioni. Interventi non interpretativi e interventi d'appoggio.
§ Costruzioni e ricostruzioni. Aspetti transferali e non transferali del paziente.
§ Resistenze e difese. La reazione terapeutica negativa e l’impasse.
§ Reazioni del terapeuta al paziente ed aspetti controtransferali.
§ L’empatia psicoanalitica. Acting-out ed “enactment”. Insight ed elaborazione.
§ Le fasi del trattamento. Fase finale del trattamento. Dopo la conclusione.
§ La tecnica nella psicoterapia dei bambini
§ La tecnica nella psicoterapia degli adolescenti
Indicazioni bibliografiche
Greenson R.R. (1967) Tecnica e pratica psicoanalitica. Feltrinelli, 1974
Hetchegoyen R. H. (1986) I fondamenti della tecnica psicoanalitica. Astrolabio, 1990.
Di Chiara G. (2003) Curare con la psicoanalisi. Raffaello Cortina.
Ferro A. (1992) La tecnica nella psicoanalisi infantile. Raffaello Cortina Editore.
Nicolo' A. M. - Zavattini G. C., (1992), L’adolescente e il suo mondo relazionale. Teoria e tecnica psicoanalitica. Carocci.
Nota:
Gli allievi del III e IV anno seguiranno i corsi dei Proff. De Mari, Ferruzza, Freschi e Zanin scegliendo autonomamente il docente, tenuto conto di un equilibrio numerico e di una relativa ‘disomogeneità’ (rispetto al III e IV anno) di presenze nei due corsi.
E’ indicata la frequenza al corso dello stesso docente per i due anni (III e IV anno), salvo importanti e motivate ragioni.
All’inizio dell’a.a gli allievi daranno comunicazione della loro suddivisione al responsabile del training.
III - IV Anno
V. Sava
PSICOTERAPIA DELLE TOSSICODIPENDENZE
ore 24 III ANNO
ore 20 IV anno
Obiettivi
Si vogliono offrire agli allievi alcuni elementi per la lettura del fenomeno e delle ipotesi di intervento in ambiti relativi alle devianze, alle dipendenze patologiche e ai disturbi da uso di sostanze,
Si ipotizza che tali fenomeni patologici costituiscano anche un aspetto sintomatico più grave di modalità di essere più generalizzate e comuni, con varie gradazioni e sfumature.
Si vuole anche introdurre il problema del significato della psicoterapia (e psicoterapia psicoanalitica) in tali patologie e contesti.
Metodo
La riflessione e l’approfondimento muoverà da esperienze concrete (cliniche, ma anche sociali, educative,…) portate dagli allievi e da rimandi a testi di volumi, articoli di riviste, ecc… . Si ipotizza anche la possibilità di lavoro in piccoli gruppi.
Programma
3 ANNO
La definizione di dipendenza e disturbo da uso di sostanze
Clinica delle tossicodipendenze