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AREA A - INSEGNAMENTI DI BASE
Responsabile d'area Dott.ssa Ester Ferrando
 

SEDE COIRAG DI TORINO

AREA A – INSEGNAMENTI DI BASE
Responsabile d’area Dott. ssa Ester Ferrando

PREMESSA

Se, come previsto dall’art. 16 dello Statuto, i Docenti responsabili delle aree didattiche hanno il compito di “sovrintendere all’area di cui sono titolari presso ogni istituto, proponendo incarichi di docenza”, ma, soprattutto, tracciando le linee di un percorso formativo , che ha lo scopo di specializzare alla psicoterapia analitica, stimolando “l’acquisizione di competenze scientifico procedurali ed attitudini mentali e relazionali, in grado di preparare gli allievi ad intervinti clinici e psicosociali, individuali e di gruppo….”, ritengo imprescindibile, per formulare un progetto, avviare le consultazioni per formare un gruppo di lavoro con gli attuali docenti che operano nell’area degli insegnamenti di base che comprendono le seguenti discipline:

  • Psicologia generale e dello sviluppo
  • Psicologia sociale ed Antropologia
  • Storia e indirizzi della psicoterapia
  • Epistemologia ed Etica della psicoterapia.

Pur tenendo ferme le linee statutarie, ritengo essenziale un confronto sulle esperienze attuate in passato o in corso di attuazione, partendo da un’analisi delle premesse e degli obiettivi che ciascun docente di area ha indicato quale quadro al proprio programma di insegnamento.

Essendo la C.O.I.R.A.G. nata dalla confluenza di Associazioni che si fondano sulla ricerca e sullo sviluppo dell’analisi e della formazione in gruppo, pur con matrici scientifiche e teoriche spesso distanti tra loro, ci troviamo all’interno di un quadro operativo che nasce dalla convergenza, sovrapposizione e divergenza di tecniche, teorie e modelli che, se talvolta, rendono difficoltoso il dialogo, tuttavia offrono uno spazio di scambio e confronto, difficilmente reperibile in altre realtà.

Ne consegue la necessità che, all’interno di ogni singola area e, successivamente, nel confronto con le altre, si apra un dibattito che, pur tenendo fermi alcuni obiettivi, tracci le linee di un programma,cui dovranno, di volta in volta, adeguarsi le singole docenze.

Visto che, alle lezioni teoriche è stata affidata l’estrinsecazione e la garanzia di comunanza degli obbiettivi che fondano la C.O.I.R.A.G., mentre la soggettività di pensiero delle singole Confederate e l’orientamento teorico clinico che appartiene al patrimonio fondativi delle stesse, è garantito dalle esperienze di training, ritengo utile per aprire un dibattito sottolineare alcuni principi che ritengo debbano divenire materia fondante dei singoli programmi, pur rispettando la diversità dei contenuti.

  • La valorizzazione dell’uso della gruppalità e del lavoro di gruppo in tutti i percorsi didattici, anche se l’obbiettivo è quello di formare psicoterapeuti in grado di operare sia interventi duali che grippali
  • Il riferimento ad un’etica analitica che rispetti e rivaluti l’esperienza soggettiva di colleghi, allievi e pazienti. Solo allora il diritto dell’interlocutore a conoscere ed evolvere prenderà il posto della preoccupazione “di apparire impropri”, rispetto ad un modello teorico e le intuizioni creative potranno correttamente integrarsi con il rigore analitico. Un’etica ove “la resistenza”, di qualunque genere, non è più considerata un fenomeno che scaturisce soltanto dalle pressioni interne del paziente (o dell’allievo) e che l’analista/formatore osserva dall’esterno, bensì un fenomeno della cui natura partecipa l’analista stesso.
  • La disponibilità di analisti e formatori a parlare del proprio modo di lavorare (e quindi della propria teoria privata), anziché delle teorie pubbliche ufficiali, in quanto unico modo per ritrovare in esperti analisti di scuole diverse, autentici spunti di contatto e confronto.
    Insegniamo ai nostri allievi a porsi e a porre domande, ad usare la relazione come un terreno produttivo di scambio, ove l’altro non cerca di sconfiggerci, ma magari soltanto di crescere, svilupparsi e proteggersi; dove anche la rabbia o l’aggressività possono diventare un atteggiamento assertivo al servizio dell’individuazione e non soltanto la manifestazione di un’energia pulsionale aggressiva, diretta verso l’analista o il formatore.

OBBIETTIVI DELL’AREA

  1. Presentare alcune nozioni di base che fungano da matrici insature per successivi approfondimenti, sollecitando l’interesse e la curiosità degli allievi
  2. Sviluppare un linguaggio teorico che, a partire da concetti comuni ai differenti modelli, introduca l’allievo nel mondo della psicoterapia consentendogli di strutturare e gettare le basi della propria identità professionale
  3. Sollecitare e sostenere un’etica della diversità e del confronto
  4. Valorizzare l’ascolto ed il confronto, incrociando i concetti teorici con discussioni e simulazioni che consentano di verificare l’applicazione della teoria nella situazione di formazione stessa.

COMPETENZE ATTESE

  1. Acquisizione di concetti base concernenti la pratica psicoterapeutica
  2. Acquisizione di un’attitudine all’ascolto ed al rispetto di letture e competenze differenti
  3. Acquisizione della capacità di cercare connessioni e collegamenti tra situazioni apparentemente dissimili
  4. Responsabilizzazione nella relazione terapeutica e attenzione ai rischi iatrogeni
  5. Acquisizione della capacità di interrogarsi e cercare risposte

MATERIE E TEMPI

  • Psicologia generale e dello sviluppo 16 ore DOTT.SSA N.BENEDETTO
  • Psicologia sociale ed antropologia 20 ore DOTT. G.P. CAPRETTINI
  • Storia ed indirizzi della psicoterapia 12 ore DOTT.SSA A.SIMONETTO
  • Epistemologia ed etica della psicoterapia 12 ore DOTT. C. MERLO

STRUMENTI

  1. Lavoro di gruppo tra docenti ed allievi
  2. Trasmissione di concetti sollecitandone la comprensione in termini di applicazione pratica, attraverso l’utilizzo di vignette cliniche, role playng, discussione.
  3. Sollecitazione ad approfondimenti attraverso letture e articoli riguardanti gli argomenti trattati, e verifiche in ambito tirociniale o di training

METODO

  1. Coordinamento di area attraverso contatti e incontri annuali con i docenti
  2. Coordinamento di istituto tra le diverse aree attraverso incontri almeno trimestrali tra i quattro rappresentanti di area
  3. Coordinamento delle attività teoriche con la pratica clinica attraverso incontri dei responsabili di area con i responsabili di training
  4. Seminario di confronto e scambio con gli allievi in merito ai fattori che facilitano e/o ostacolano l’apprendimento

VALUTAZIONE

Su indicazione congiunta dei responsabili di area, i docenti sono invitati a valutare l’efficacia del corso.

  1. Attraverso l’interazione diretta con gli allievi
  2. Attraverso l’esito della prova scritta
  3. Attraverso l’utilizzo di questionari che gli allievi sono chiamati a compilare e che forniscono indicazioni su:
    • coinvolgimento e interazione gruppale nel corso delle lezioni
    • apprendimento di conoscenze nuove e significative
    • sollecitazione di nuovi interessi
    • L’utilizzo di quanto acquisito nell’ambito professionale e clinico