La Chiusura degli O.P.G. (N° 2/2017 Rivista "Gruppi")

La Chiusura degli O.P.G. (N° 2/2017 Rivista "Gruppi")

Nel n°2/2017 della Rivista “Gruppi” disponibile a breve, proseguiamo lo sviluppo del tema affrontato nel fascicolo precedente: le conseguenze della chiusura degli OPG. È un argomento che ben si presta a esemplificare quanto sia importante poter disporre di strumenti culturali adeguati per pensare e affrontare i gruppi e le istituzioni e di quanto possano essere pesanti le conseguenze di una carenza in tal senso.  Vai al sommario.

  • Maurizio Olivero affronta il tema della comprensione e della gestione dell’aggressività e della violenza agita dai pazienti psichiatrici e delle difficoltà che gli operatori impegnati in tale gestione devono continuamente affrontare per non esserne risucchiati.
  • È un problema che anche Francesco Scotti affronta riprendendo e integrando il lavoro di Riccardo Curreli, presentato nel precedente fascicolo della Rivista. Lo affronta dal lato della formazione al lavoro nelle REMS, centrandolo sull’idea della possibilità di concepirle e quindi istituirle come “comunità terapeutiche”, piuttosto che come residenze.
  • Massimo De Mari e Isabella Barbon allargano la visuale al carcere, ripercorrendo la storia sociale di questo istituto. Ci propongono una riflessione su quanto l’evoluzione del modo di concepire la responsabilità e le cause del delitto abbia contribuito a dare forma alle soluzioni via via adottate per affrontare il complesso intreccio fra salute mentale, devianza e delinquenza.

Nella sezione Saggi, Aurelia Galletti introduce il tema dell’osservazione nei gruppi che sarà ulteriormente sviluppato nel prossimo fascicolo, ma che contiamo possa divenire un focus d’attenzione e di ricerca per la nostra Rivista.

Nella sezione dedicata ai Contributi Originali viene presentata un’esperienza di sostegno alla genitorialità durante il primo anno di vita, condotta da Chiara Beraldo et al., con l’intento di prevenire l’insorgenza di patologie relazionali e familiari nell’evolversi dello sviluppo del bambino.

La sezione Osservatorio è in questo numero molto ricca: vengono presentate due importanti interviste e tre contributi già letti al congresso GASi tenutosi lo scorso agosto a Berlino. Le interviste: una più breve a Luigi Zoja raccolta da Nadia Fina in occasione del convegno COIRAG dedicato alla violenza nei e dei legami, organizzato la scorsa primavera a Torino, e una più estesa al prof. Bruno Vezzani. Quest’ultima è stata registrata nella sua casa di Mantova da un gruppo di suoi fedeli allievi, coordinati da Ivan Ambrosiano e Giorgio Cavicchioli, a cui ho avuto l’onore e la fortuna di potermi aggregare, che si sono riuniti intorno al Maestro per raccoglierne le più recenti riflessioni sul gruppo, quasi un testamento spirituale.

Dei tre contributi presentati nel recente convegno GASi uno è di Silvia Formentin e Angelo Silvestri, dedicato all’utilizzo del gruppo a conduzione gruppoanalitica nel trattamento della dipendenza da cocaina e due sono stati proposti rispettivamente da Dorothe Türk, psicoanalista e gruppoanalista tedesca e dal direttore di questa Rivista e collaboratori, entrambi dedicati all’integrazione fra setting diversi, di gruppo e individuali, psicoterapeutici e psichiatrici, del trattamento dei disturbi di personalità.

Per le Recensioni, infine, Laura Ballottin, ricercatrice e candidata della Società Psicoanalitica Italiana, ci suggerisce la lettura di un volume non recentissimo, pubblicato nel 2015 a cura di Levy, Ablon e Kächele, ma di grande interesse, perché dedicato al rapporto fra psicoterapia psicoanalitica e ricerca empirica, ambito di riflessione che speriamo possa occupare sempre più spazio nella nostra Rivista e possa divenire sempre più ricco e approfondito specie per quanto riguarda i gruppi.

Una seconda proposta di lettura è quella che Stefano Sanzovo, psichiatra referente di un Centro di salute mentale e quindi ben ingaggiato nei problemi della psicoterapia delle patologie psichiche più gravi, fa di un volume curato da Mario Degli Stefani e Luca Xodo dedicato alla musicoterapia. Suoni tempi e ritmi nelle relazioni di curaè il titolo di questo libro che riguarda da vicino il mondo dei gruppi, dato che proprio nel gruppo la musicoterapia esprime la sua maggiore efficacia.